venerdì, 17 novembre 2006
:: cinema in bianco e nero ::

sono appena tornato a casa da una serata al cinema monviso con l'amico nicodube.
una rassegna, chiamata film festival "infinity", e stasera proiettavano la strada di fellini.

il cinema di cuneo è di epoca fascista, ci sono la platea e la galleria.
il film era in bianco e nero, piccolo riquadro sull'intero schermo del cinematografo, 4 tempi, audio di 50 anni fa e credo che le "pizze" fossero quelle dell'epoca.
a nicodube sembrava di rivivere i cinema torinesi della sua infanzia, a me di entrare ancora di più in un'atmosfera magica.

stupore magico quando, al calare delle luci in sala, tutto sembrava in bianco e nero...anche noi...
postato da: diarioinbrodo alle ore 00:00 | Permalink | commenti
categoria:cinema, vita da blogger, cuneesi al rhum
giovedì, 02 novembre 2006
:: conversazione commemorando il 2 novembre ::

ho sentito poco fa ubiq al telefono. è andato a trovare la donna-di-montagna. ma siccome oggi lei lavorava, lui è andato a farsi un giro nell'appennino emiliano. mi ha mandato un messaggio da montesole.

...e il pensiero di entrambi è andato a questa canzone.

...dopo la telefonata mi sono messo a cercare qualche notizia su questo luogo.
così ne parla wikipedia, per saperne qualcos'altro invece questa è la ricerca su google.

i pgr, nei loro ultimi concerti, hanno fatto di questa canzone uno dei loro pezzi più emozionanti; anche perchè presentano il brano con un testo diverso, recitato, che parla di un altro monte, quello di mont ségur, in francia. dove ad essere trucidati furono i catari (o albigesi) in nome di un potere che veniva chiamato Religione.

a coloro che muoiono e sono morti in nome o per colpa di altri
a coloro che muoiono o sono morti tragicamente
a coloro che muoiono o sono morti nell'oblio...

... L'amore non lo canto, è un canto di per sé
più lo si invoca meno ce n'è.
mercoledì, 01 novembre 2006
:: il signor 4assi ::

qualche giorno fa sono andato a cena con qualche amico. era il compleanno di uno di loro.

siamo finiti al ristorante del signor4assi. so che 4assi gestisce questo locale da qualche anno, ma non ero mai riuscito ad andarci prima.

4assi è un mio vecchio compagno di scuola. siamo nati nello stesso anno, nello stesso piccolo paese; e altrettanto insieme abbiamo frequentato le scuole materne, elementari e medie; abbiamo giocato a calcio nella stessa squadra per svariati anni, qualcosa come 10 forse, e abbiamo persino frequentato insieme il catechismo.

questa descrizione potrebbe presentare al lettore 4assi come una persona per me molto familiare, per la quale ho nutrito una forte amicizia, in passato.

niente di tutto questo. anzi.

il signor4assi è stato uno dei miei coetanei del paese con cui sono andato meno d'accordo. lui il provocatore per eccellenza, quello che doveva fare "il fico", già da bambino. io invece quello tutto perfettino, precisino, un po' troppo "leccato".
delle ore passate in classe con 4assi ricordo le volte in cui ci siamo un po' azzuffati, quelle in cui io lo pigliavo un po' per il culo, perchè lo ritenevo un cretino, perchè tutt'altro che stupido lui preferiva fare il fico con le ragazze invece di dimostrare che valeva qualcosa... e diciamo che, sotto sotto, e poi neanche così tanto sotto, qualcosa io a questo 4assi la invidiavo pure.

ci siamo persi di vista con 4assi per un paio d'anni. lui ha lasciato la scuola, poi l'ha ripresa, ma in un'altra città. ci siamo ritrovati intorno ai 18 anni, per festeggiare, come si fa - mio malgrado - in tutti i paesi, insieme con gli altri coetanei il passaggio alla maggiore età. più di dieci anni fa. e negli anni a venire al matrimonio di  qualche coetaneo.

e ci siamo riscoperti avere qualche interesse in comune. ed è stata una scoperta. lui sempre matto come una scarpa, io sempre un po' precisino, forse. ma, almeno, con qualcosa di cui parlare, su cui confrontarsi. magari da punti di vista diversi, magari non condividendo le scelte dell'altro, ma sempre e comunque un confronto. musica, cinema, politica.

e ci ho ripensato di nuovo a seguito della cena di qualche sera fa nel suo ristorante. dopo un paio di piatti che ci ha servito. in una pausa della cena. è venuto lì da me. e mi fa "dai, vieni che ci andiamo a fumare una sigaretta insieme". raccontare di cosa abbiamo parlato non è tanto importante. basta dire che è stato un momento particolare; due persone che nella "buona" o "cattiva" sorte hanno percorso una strada insieme e così a distanza di qualche anno si ritrovano e si raccontano, per poco (cinque minuti o forse poco più), ma in modo molto intenso, molto "sentito", da dove arrivano e dove stanno andando.

...il signor4assi... un personaggio da scriverci un racconto, o magari anche tutto un libro...
postato da: diarioinbrodo alle ore 23:01 | Permalink | commenti (1)
categoria:vita da blogger, cuneesi al rhum
domenica, 15 ottobre 2006
:: il falò delle vanità ::

torno a scrivere e vorrei scrivere tanto, visto che manco da questo hyper-luogo da più di un mese. vorrei parlare dei viaggi fatti, delle persone incontrate, delle città viste.

avrei affrontato volentieri argomenti di attuale impegno sociale, che mi hanno toccato da vicino in quest'ultimo mese, specie da un punto di vista lavorativo.

avrei voluto parlare di gente abbandonata, di gente ritrovata. di persone, di facce, visi. contraddistinti.

invece mi ritrovo a parlare di me, ancora di me, e sempre di me.

scritto circa 2 settimane fa.

A volte vivere fa più paura di morire. È una frase che ho sentito dire a volte e che è entrata a far parte di un pensiero alquanto stereotipato, ma, a quanto pare, anche del mio.
ho riflettuto molto ultimamente sul perché e sul per come a volte pensieri piacevoli vengono ricondotti a dimensioni che fanno presagire fenomeni avversi. Condizioni di sofferenza, di abbandono a cui è difficile far fronte.

Se uno si sofferma a gioire di quello ha, rischia di perderlo. È difficile poter approfittare di ciò che si vive a pieno: si rischia di essere colti dall’assillo di poterlo perdere, la paura che possa usurarsi o spegnersi.
Occorrerebbe vivere come i saggi, o centellinare le proprie emozioni per non soffrire. non mi è stato insegnato a farlo, nè tanto meno ho intenzione di imparare ora.
esiste poi chi, comportandosi così, smette di vivere perché si sofferma a ragionare sulla propria condizione e non pensa ad altro, come è capitato a me (una delle ragioni del mio "auto-allontanamento" da questo luogo.

Ha più senso allora soffermarsi a pensare a ciò che si sta vivendo, con la coscienza di non poter tenere in conto tutte le possibili e molteplici sfumature che un’azione può arrecare alla natura umana, e con la convinzione che il fardello sia troppo grande da sostenere, oppure vivere, vivere, vivere, e finire con il farlo quasi “meccanicamente”, eseguire le azioni ed i comportamenti ai quali per una ragione o per l’altra siamo “obbligati” a dover tenere per non pensare troppo e non farci cogliere dall’assillo di non aver vissuto?
Forse sono stato un po' involuto, come mio solito, nell'esprimere questo pensiero; forse è una domanda che se fosse un ventenne a porsela, troverebbe maggiore “compassione”, mentre se posta da un trentenne, che per questo tipo di domande (almeno mi pongo io il problema) dovrebbe aver già trovato una qualche soluzione, lascia un po' tutti basiti.

o forse "non c'è veramente una risposta ad una domanda del genere." potrebbe dirmi qualcuno... mavaffxxxx...

dedicato a cesare

intanto ne approfitto per promuovere una neo-blogger, che ritengo possa avere qualcosa da dire. lei (per lei: "visto che ti ho messa anche tra i link?!!"). è in gamba, ha solo un problema: è professoressa!
postato da: diarioinbrodo alle ore 17:54 | Permalink | commenti
categoria:vita da blogger, amici bloggers, argomento pesante
giovedì, 14 settembre 2006
:: in questa notte d'autunno che ancora autunno non è ::

"piove.. piove oramai da 24 ore, incessantemente... senza sosta, senza tregua...
piove dentro e fuori di me... piove e lacrima il mio cuore in quest'autunno ferito
che gonfia i fiumi, e li fa crescere senza sosta...
piove e piove
fuori e dentro di me"


oggi quando lucy mi ha sentito dire queste parole, mi ha risposto... "poooovero il mio charlie brown"...

...grrrr...

oggi sembrava proprio autunno, anche se autunno ancora non è...
sono andato alla ricerca su google di qualcosa che sapesse di autunno, e che fosse poetico (perchè è un po' così che stasera mi sento) e ho trovato questa cosa qui sotto... e ci sta bene, una "doppia" citazione...


In questa notte d’autunno di Nazim  Hikmet

In questa notte d’autunno
sono pieno delle tue parole
parole eterne come il tempo
come la materia
parole pesanti come la mano
scintillanti come le stelle.
Dalla tua testa dalla tua carne
dal tuo cuore
mi sono giunte le tue parole
le tue parole cariche di te
le tue parole, madre
le tue parole, amore
le tue parole, amica
Erano tristi, amare
erano allegre, piene di speranza
erano coraggiose, eroiche
le tue parole
erano uomini.
postato da: diarioinbrodo alle ore 23:33 | Permalink | commenti
categoria:poesia, hikmet, vita da blogger, lessico famigliare, autoriverenze, come charlie b
giovedì, 31 agosto 2006
:: la realtà che cambia ::

Forse perché settembre è il mese del ripensamento, sugli anni e sull’età
Forse perché sabato con qualche amico, “abbiamo” sposato lei con lui
Forse perché lui è arrivato fino a qui, e non è che succede tanto spesso
Forse perché lucy in questi giorni si indaga su quello che vuole fare una volta tornata da Berlino, e a me sale tanto la nostalgia (e forse anche un po’ l’invidia) di quando ero io al suo posto
Forse perché l’arrivo di nuova vita sul mondo, vedi la sua (greta), in questo periodo, genera uno strano effetto (e non ho ancora avvertito però, neanche vagamente, alcun senso o necessità di paternità), un senso vago di tenerezza, e di accoglienza.

…ma sta di fatto che è un periodo che tutti questi pensieri che mi frullano in testa, ho la sensazione che siano lì apposta a dirmi qualche cosa, e neanche tanto sopra o sotto le righe; anzi, in maniera piuttosto esplicita… “sei grande, anche se ti chiami o ti fai ancora chiamare Giovane. È ora di crescere, è ora che inizi a vivere come un adulto”.

Me l’ha detto anche l’altro giorno Lulù, la quale sostiene che sia ora di cambiare questo nick-name un po’ peterpanesko, di chi vuole fare il giovane bohemiène a tutti i costi. E dire che io i Ggiovani, e tanto più Bohèmiens, non li ho mai digeriti…

La batosta più grande l’ho accusata sabato quando si sono sposati la Smalfa e CanePazzo. I primi amici più stretti a compiere il “grande salto”. Un po’ per questo, magari, un po’ perché domenica mattina, dopo una sfrenata serata passata a ballare dalle dieci all’una e mezza di notte senza interruzione, sono rimasto incriccato di collo e schiena, e solo oggi (che è giovedì) inizio a sciogliermi un po’.

E dire che fino a 5, 6 anni fa ero un drago che non si scalfiva neanche un po’ dopo una serata passata a ballare sui ritmi di prodigy, chemical brothers o underworld, o i più "rudi e rockettari" faith no more.

Il collo piegato, che non riesce a sollevarsi, è l’immagine perfetta di chi oramai dovrebbe avere l’umiltà di chinare per una volta il capo, capire, che, certe cose, forse, è meglio smettere di farle, non perché sia sbagliato o cattivo, ma solo perché non si ha più l’età, forse, e il fisico, soprattutto, per farle ;-) … e cambiare, magari mettendosi a fare cose nuove, aprirsi alle novità…

Così dal più totale menefreghismo, vivo ora con l’ansia sul collo che tutto quello che faccio non abbia un senso, che sia sempre in ritardo, che panichi perché non riuscirò mai a raggiungere una stabilità, almeno emotiva, che mi permetta di vivere bene con me stesso.
Sul lavoro, a casa quando non lavoro, quando non trovo gli amici per uscire, perché loro hanno la propria casa e devono pensare a pulire, a stirare, a ordinare.
CanePazzo, l’altra sera mi dice… “noi non siamo come te che al rientro da lavoro abbiamo tutto pronto”… e me lo fa pesare, come se fosse un privilegio di cui io sto realmente godendo.
In realtà io ne usufruisco, ma non si può dire che ne godo… magari potessi essere al suo posto, e io lo posso dire. Ché io ci ho già vissuto per fatti miei, l’ultima volta un paio di mesi fa, io so cosa vuol dire doversi preparare tutto, dover fare le pulizie o le lavatrici durante il week-end… io lo so… anche io, nella mia età, non invecchio, ma cresco!

Ma l’unica cosa che posso fare, per sfogarmi, è trovare quel po’ di tempo che mi serve per scrivere queste righe, e condividerlo con quelle 4 anime che ancora bazzicano da queste parti di tanto in tanto…

E così scrivo, scrivo come quando avevo 16 o 17 anni. Scrivo in modo diverso, ma ancora scrivo. Allora scrivevo poesie, dedicate solitamente a chi mi rilasciava un sonoro due di picche; ora scrivo in prosa per me stesso. A questo punto sono curioso di vedere, sulla soglia dei 40 anni se scriverò ancora e con quale metodo stilistico.

Finirò con il teorizzare la scrittura, come fece Cage con la musica, spargendo la casa di pagine bianche, per lasciare al lettore la scelta di leggere nel foglio ciò che più gradisce... o tornerò alle origini componendo ditirambi giambici (e non chiedetemi se esistono; presi singolarmente, ditirambi e giambi, sono due forme metriche che esistevano nella lingua classica, greca mi pare)...o ancora finirò col seguire il movimento di un pastello a cera, tenuto da una mano un po’ più piccina e paffuta della mia. Fosse così, allora potrei dire che vorrei non crescere mai.
postato da: diarioinbrodo alle ore 22:23 | Permalink | commenti (8)
categoria:vita da blogger, delirio
martedì, 08 agosto 2006
:: la società dei poeti estinti ::

l'incontro con un altro blogger è sempre qualcosa di un po' particolare, non sai mai cosa aspettarti, non sai mai cosa succederà. noi ci si rende conto proprio bene, fino in fondo, di quale possa essere il legame, il trait d'union in grado di legare due persone che si "frequentano" perchè trovano interessanti i rispettivi blog, o semplicemente perchè il caso ha voluto così.

fino a sabato sera, l'unico blogger lettore del mio blog che conoscevo era solo eìo. ché poi con eìo ci conosciamo da ben prima che il mondo, questo mondo nascesse. il mondo dei bloggers mi era sempre parsa una "palla vuota", proprio una sfera al cui interno non c'è nulla, se non ciò che uno intende metterci.

questo fino a sabato sera.

poi sabato sera ho avuto anche io la mia prima volta. e non era la prima volta in cui dubitavo del socialismo...

sabato sera ho visto e conosciuto lei. con dirtyhavana ci siamo conosciuti per caso, lei è andata qui, e leggendo le avventure del diario del profugo, e ci ha trovato un personaggio che credeva di conoscere... e si è scoperto che era proprio così... è capitata per vacanza nella nostra zona, ha incontrato di nuovo il coccosss e così ci siamo visti.
abbiamo parlato un'oretta. è stato piacevole. non una sensazione da persone che si conoscono da chissà quanto tempo. semplicemente due modi e due abitudini di vita e di comunicare, che per caso si sono incontrate.

...come per caso, stasera, ho avuto un'altra rivelazione. questa volta a proposito di mie scelte passate. su sky hanno dato l'attimo fuggente, film di fine anni '80 con robin williams, su un gruppo di studenti in un college americano a metà anni 50.
rivedendolo, ed era tanto che non mi capitava, ho capito quale importanza abbia avuto quel film per il giovane pre-adolescente che sono stato nella scelta scolastica... e di approccio alla "comunicazione" in generale...
1990, seconda media. aula video. ora di compresenza musica italiano, o qualcosa del genere.
rimasi talmente scosso da quel film, mi coinvolse molto. capii che c'era un mondo estremamente interessante che andava al di là di numeri e professioni lavorative... la cultura, il sapere, l'arte, l'amore per i sentimenti, le passioni...

...poi, oggi, sono finito a fare l'assicuratore... non tutte le ciambelle riescono con il buco...
venerdì, 28 luglio 2006
:: HOME SUITE HOME ::

...sono tornato a casa dall'esperienza nel profondonordést.
saluto tutti (pochi), quelli che ho conosciuto. ringrazio chi mi ha ospitato e dato una mano nel lavoro...
e ora però non saprei dire se siano le cose che più mi mancavano di qui, o che più mi mancheranno di là...

cosa mi è mancato:
1. l'odore di liquame di maiali sparso o all'ora di cena o durante le primissime ore del mattino, che ti entra nelle narici e o vomiti, o decidi che è meglio non risvegliarsi più
2. la padrona di casa, che prima del mio arrivo a casa, mi faceva presente che "eh, bhè... normale che prendessi la coda a venezia, partendo alle 8 di mattina"
3. il piemontese parlato nella maniera più grossolana possibile, nella sera dei negozi aperti per le strade del centro di cuneo
4. il motorini, le api, e le ape-cross, a smarmittare in giro per i paesi
5. ...ell'ariafrescappare ggià 'na festa tra i monti (questa è seria)

cosa mi mancherà
1. la samba ballata da otto
2. gli stukas-zanzare-tigre di motta
3. i suv in giro per le strade
4. il dialetto veneto con la "erre" che si dice "erle"
5. il coretto del va pensiero e la bandiera della lega all'ingresso di ogni paese (anche se l'amico indigeno, l'unico che mi abbia voluto, nando sostiene che ci siano paesi dove il sindaco è di CENTRO-sinistra)
sabato, 15 luglio 2006

:: 4 stelle ::

...riesco a scrivere solo ora il mio "post di ritorno", dopo le vacanze berlinesi... anche se in realtà ho passato una sola settimana nella capitale tedesca. giusto il tempo per vedere ancora i preparativi della finale, e partire...

...e tornare in patria da campione del mondo... o quasi...

non posso scrivere molto, ma posso garantire che ci sarà piano dettagliato di quanto fatto e vissuto al mio prossimo collegamento (che non potrà arrivare prima di una settimana).

posso solo dire che è stata una vacanza da 4 stelle, pura casualità il riferimento ai campionati del mondo e al gol di grosso contro la germania.

intanto qui ho messo alcune foto, e a 'sto punto direi finalmente, di berlino.

mercoledì, 05 luglio 2006

:: berlin, meine liebe berlin ::

non si può espriremere la gioia di assistere ad un'impresa grandiosa la propria nazionale di calcio, in casa del nemico, quando il nemico stesso ostenta sicurezza...

volevo scrivere un post su quanto vissuto ieri, 4 luglio 2006 (anche noi italiani avremo il nostro 4 luglio).  ma c'è chi ne ha scritto uno ancora più bello del mio, di quello che volevo scrivere e che non ho scritto... e che sarebbe un peccato non poterlo linkare... qui! quanto racconta vittorio zucconi, è un po' quello che ho vissuto io ieri tra le 4 del pomeriggio e le 3 della mattina...

berlino piena, carica di teutonici gridi modello barbarico, fiumana scrosciante e invadente, sicura di poter esultare alla fine dei 90'. e come spesso dimostriamo, ma poi gli altri (e fortuna un po' anche per noi) se ne dimenticano, noi dimostriamo di essere non i pidocchiosi, o codardi o cos'altro si voglia dire... ma gente che ha qualcosa da dire e che con umiltà lo dice e si fà sentire.

per una volta mi lancio in questo patriottismo... perchè te lo fanno venire fuori per forza questi crucchi!