lunedì, 26 giugno 2006
:: mi ricordo, sì io mi ricordo ::

mi ricordo, si io mi ricordo quando da bambino ascoltavo la musica. ascoltavo la musica che mia mamma metteva sul giradischi e io mi prendevo molto sul serio e mi  mettevo a dirigere la "gazza ladra" (puccini o rossini?!)... oppure quelle altre belle musiche con tanto pianoforte suonato e sbattuto... behetoven soprattutto.

oggi ero a casa di Lui, insieme a lui e lui, e c'era anche lei.

ho visto finalmente, in casa di lui, il suo pianoforte, che lei dice che lo suona poco...ché poi i vicini si lamentano... ed io così ho iniziato a "strimpellare" quelle quattro note in croce che ancora mi ricordo e riesco a mettere insieme... ed il suono anche se un po' stentato fa pensare a bandiera rossa e all'internazionale socialista...

poi lui si prende paura che i vicini possano arrabbiarsi e allora decide di mettersi lui al pianoforte.
e mi fa sentire le onde di ludovico einaudi.

e io mi concilio con il mondo a sentire il pianoforte che suona e mi sento un po' di nuovo bambino quando sognavo di fare un po' il von karajan (non so se sia proprio giusta l'ortografia) o il toscanini
e la musica scorre, le note del pianoforte si legano l'una all'altra in un movimento sinuoso ed io mi riconcilio con la musica e con il mondo.

da bambino, ma proprio bambino bambino, volevo fare il direttore d'orchestra. sarà per questo che ho finito per amare la musica.

giovedì, 20 aprile 2006
è bello avere delle piccole certezze con il passare degli anni?

oggi ho pranzato con bella. bella, si chiama proprio così, è il suo vero nome, ma ci sta bene anche come nickname che potrei usare per lei. bella è stata la mia insegnante di francese di liceo. bella è stata un'istituzione per la mia classe, al liceo. è francese, si è laureata alla sorbona in filosofia... così oltre ad insegnarci francese ha dispensato per 3 anni della sua permanenza nel nostro liceo durante i miei 5 anni al beccaria, le sue pillole di saggezza e di conoscenza.

bella, oltre ad insegnare al mio liceo, è anche, ora, una mia cliente. oggi sono andato a portarle una delle assicurazioni che ha con la mia agenzia, e ne ho così approfittato per pranzare con lei.

sono andato a prenderla al liceo, prima del suono della campanella...
intanto che aspettavo mi sono scontrato con la dura realtà che serpeggia davanti a noi ai giorni nostri...

...ma se già mi piangeva un po' il cuore non poter rispondere ai sorrisini delle studentesse che mi vedevano in giacca e cravatta (cosciente di non avere più l'età per certe cose), mi cadeva direttamente un masso sopra la testa nel momento in cui una di queste andando verso la sala insegnanti e passandomi davanti mi salutava con uno stranissimo (almeno per me) "buongiorno". ho capito che veramente un'epoca è finita. sigh

voglio tornare indietro di 10 anni, si può?!


poi intanto che aspettavo bella, ho incontrato il pino (oramai anche per lui è diventato il suo nome). con pino abbiamo chiacchierato un po' e siamo finiti a parlare, come spesso accade quando ci incontriamo, di aix en provence ("la mia città!" come dice lui, e forse anche un po' la mia, visto che ci ho vissuto un anno). poi ci raggiunge di nuovo bella... e parliamo tutti e tre insieme.

i due professori si guardano ed è bello stare a guardarli. il pino che muove le sue mani con quella sua gestualità e velocità (si fa per dire) nei movimenti che lo caratterizzano, e bella che lo osserva e che cerca di smuoverlo dalle
sue perplessità. bibbì e bibbò, mi sembrano... come ho detto a bella mentre andavamo verso la macchina. due persone così diverse eppure che vedo sempre insieme a scuola, inseparabili... gianni e pinotto, stanlio e olio... e meno male che esistono queste piccole certezze nella vita... sai che può cadere anche il mondo, ma nei tuoi pensieri rimangono e rimarranno sempre le immagini di pino che gesticola come un bradipo con la manica della giacca leggermente sollevata, e di bella che cammina in sua compagnia disquisendo e obiettando contro tutto e contro tutti.
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venerdì, 10 febbraio 2006

:: il giochino dei giochi olimpici ::

ieri volevo scrivere un post sul commento sportivo in televisione, ché l'altra sera ho visto su sky la telecronaca di fiorentina-inter, e mi saliva il voltastomaco a sentire fabio caressa, a commentare. uno che ha deciso di far uso degli aggettivi per proprio vezzo, perchè gli piace farcire le frasi di suoni roboanti e iperbolici che spesso contraddistinguono proprio la categoria grammaticale degli aggettivi, ma che se utilizzati in modo inappropriato non sanno proprio di niente. ...e la cosa che fa rabbrividire è che il caressa si crede pure uno che ha reinventato il commento calcistico televisivo italiano. io, non lo sopporto. che caressa mi faccia rimpiangere bruno pizzul ce ne vuole.

comunque, non è di questo che volevo parlare, visto che ieri, il pezzo su caressa non sono riuscito a scriverlo, perchè, ieri, ero a torino, per un colloquio... non diciamo dove per scaramanzia... diciamo però che io spererei proprio che sia la volta buona.

speriamo porti bene averlo fatto alla vigilia delle olimpiadi, tanto più che durante il viaggio di ritorno mi sono imbattuto nella fiaccola olimpica che faceva il suo ingresso in torino. nei pressi delle molinette. un casino allucinante. ho girato in tondo tra l'ospedale sant'anna ed il lingotto perchè avevano chiuso una rotonda e non ci si poteva inserire in corso unità d'italia. un bordello, un macello. nervi a fior di pelle, quando invece in strada la gente festante tornava alle proprie macchine dopo aver sventolato le bandierine olimpiche.

sì, perchè stasera iniziano i giochi, e torino è davvero bella, pronta per la festa. incredibile... torino vive i suoi giochi olimpici, e devo sfatare questo mito della freddezza piemontese per le cerimonie, perchè ieri c'era davvero un macello di gente per le strade. davvero bello, e se penso che domani mi potrò gustare parte di questa festa andando a vedere le gare di freestyle godo ancora di più.

accolgo ora l'invito di clodine, che spedisce una lettera aperta di luciana litizzetto davvero carina, per fare un imboccàllupo a torino, nella speranza che vada tutto per il meglio...

Godiamoci la festa
di Luciana Littizzetto

Ho un'urgenza. Impellente. Devo lanciare un messaggio a tutti gli italiani, ma soprattutto ai piemontesi. Torinesi? Guardatemi bene negli occhi e aprite quelle orecchie a megafono. Ascoltatemi. Non facciamoci riconoscere anche stavolta. Fatemi il santo favore, smettetela di lamentarvi. Sto parlando soprattutto a voi, malmostosi, che non vi va mai bene niente. Sospendete il mugugno, troncate la lamentela, devitalizzate la rugna. Piantatela di stare in agguato aspettando solo che qualcosa vada male per poter dire «Ecco! Io l'avevo detto» con le E bene aperte. Insomma. Smettetela di fare i piemontesi per 15 giorni. Oh là. E che vi costa. Son poi solo due settimane e poi potete ricominciare con la geremiade delle lamentazioni. Ma adesso zitti. Mosca. Lo so bene anch'io che non tutto va alla perfezione. Ci mancherebbe ancora. E che non tutti i cantieri sono a postissimo e che la metropolitana non fila via bella liscia. Beh. Se non fila filerà. Uff. Che noia.

Cosa credete? Che a Roma, Milano, Napoli, la metrò non abbia mai problemi? Ma dove vivete? A Fiabilandia? Impariamo anche un po' a darci un tono. Facciamo come quando arrivano i cugini di seconda a trovarci. Scopiamo via le briciole sotto i tappeti e nascondiamo la roba da stirare dentro gli armadi alla rinfusa. E via un bel sorriso di benvenuto. Avanti, prego. Tanto poi abbiamo tutto il tempo per ritirare fuori le magagne dopo. Ma basta con le lamentele. «Eh ma adesso per le strade non ci si muove. Eh ma ci spuntano re e regine da tutte le parti. Eh ma tutta sta storia delle Olimpiadi è una gran scocciatura...». Certo. E come no. Era meglio se organizzavamo una bella Sagra del Tomino molle.

Dai su... Non facciamo i balenghi. Una volta tanto pensiamo positivo. Io capisco che per noi piemontesi è difficilissimo, che dobbiamo fare uno sforzo sovrumano, andare proprio contro la nostra natura, ma proviamoci.

Ma a voi non vi viene lo stranguglione in gola dalla contentezza, a vedere Torino così bella? A me sì. Mi viene da piangere ogni due per tre. Piango anche solo guardando i servizi di Gianfranco Bianco al Tg. Non l'avrei mai pensato di arrivare a questo punto. Mi commuovo. Sarà che son tanto debole di mente. Faccio come i cani quando non sanno come fare a trattenere la contentezza e lasciano la scia di pipì. Uguale. Solo che io perdo lacrime. Grazie al cielo. Quelle belle M rosse luminose? Quanto tempo le abbiamo aspettate? Vedere la gente che si accalca per provare la metro e poi quella non parte, va beh, è bello lo stesso... Ce ne vogliamo rendere conto tutti, torinesi e italiani in genere, che le Olimpiadi sono una festa, una festa di pace, e che ce la dobbiamo godere? Non stare lì a tormentarci, a dire "ammi ammi, e adesso?" E adesso cosa? E adesso musica maestro! «Sì... ma poi che ne faremo delle strutture, e poi che ne sarà di noi domani... c'abbiamo il
palazzo per l'hockey ma a hockey non ci gioca nessuno, e sto arco rosso sopra il villaggio olimpico a cosa serve?...». Ma come a cosa serve? E' bellissimo, ecco a cosa serve! Serve a fare festa. E poi, scusate, ma quando date una festa a casa vostra, fate così? Vi mettete a frignare perché poi dei festoni non sapete cosa farvene e dei tramezzini avanzati di vitel tonné pure? Torino in questi giorni è bellissima. Godiamocela. Come canta Renato Zero: Questi sono i migliori anni della nostra vita.

venerdì, 11 novembre 2005

:: impariamo a parlare ::

oggi ero in giro per negozi a cuneo. bisogno economico: computer.
la professoressamadre e patmoon ne necessitano di uno a casa, io ho il PC e il portatile. passo il PC a loro, mi tengo il portatile.
il portatile è un po' vecchio, che si fa?!

una volta dalle mie parti, in campagna, i ragazzi appena finite le scuole medie si facevano comprare il motorino (all'epoca non c'erano gli scooter, il 50-ino di grido era il mitico Fifty Malaguti).
questi giovini erano talmente avanti che prima che il 50 arrivasse a casa nuovo di zecca, loro si erano premuniti acquistando tutta una serie di accessori che permettessero loro di truccare il mezzo. e il truccare il motorino, solitamente voleva dire aumentarne le prestazioni facendolo arrivare anche ai 90 km/h e soprattutto dotarlo di una marmitta in grado di gareggiare con quelle delle harley-davidson, in fatto di rumore.
...beh io un motorino non l'ho mai avuto...e oggi forse ho pagato dazio per questo...

beh, io col mio computer pensavo di fare la stessa cosa. e per l'occasione mi sono imparato quelle 4/5 parole per non fare brutta figura (ram di memoria, hard disk, velocità di processore, sistema operativo e connessioni wireless).

così ero a cuneo; e mi fiondo in un paio di negozi di materiale informatico per prendere qualche informazione e qualche prezzo. quello che ho è un dell 10Giga di Hd, 126di Ram e pentium 3.
entro nel primo negozio
beh, c'è più probabilità che si dissolva la nebbia su milano nel giorno più nebbioso dell'anno, che io capisca cosa volessero dire la sfilza di parole usata dal rivenditore.
soluzione, vado al secondo e sento che mi  dicono.
non ne vale la pena mettere pezzi nuovi, perchè poi la macchina è limitata, mentre comprando il loro io avrei avuto il minchiaporcoddue della
tecnologia.

non ci ho capito nulla ...e pensare che ho quasi 30 anni e con la tecnologia ci sono nato...
quando sarò vecchio come farò?!

soluzione: per il momento resto col PC e se i miei ne hanno bisogno glielo faccio usare

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categoria:memorabilia, linguaggi, 50 special, fifty malaguti
martedì, 08 novembre 2005
:: memorabilia radiofoniche ::

questo post, come a volte accade, nasce a seguito di quello di qualcun altro... per la precisione questo di eìo
...il post di eìo centra poco con il titolo (e vorrei sperare anche le argomentazioni) di questo post. ma leggendo il post ed i vari commenti (come ho scritto nel 4°), mi sono rimbalzate in mente quelle storie che spesso si ascoltano in radio, ed in particolare su alcune trasmissioni radiofoniche. una di queste era proprio fabio e fiamma e la trave nell'occhio.
preso da un moto di nostalgia, ho percorso la rete, per andare alla ricerca di qualche notizia sulle mie trasmissioni radio preferite.
la radio per me non è mai stata un mezzo molto usato, in macchina ho sempre preferito ascoltare le cassette, ma quando lavoravo ad alba (e dovevo farmi un'ora e mezza e più al giorno di viaggio), non riuscivo ad ascoltare solo la mia musica, e così ho riscoperto la radiofonia.
la top five delle mie trasmissioni preferite
  1. caterpillar
  2. dispenser
  3. il cammello di radio2: gli spostati
  4. golem
  5. condor (ascoltato poco a causa dell'orario) e village [a pari merito]
  6. ...e per dovere di citazione mettiamoci anche fabio e fiamma e la trave nell'occhio
che fine hanno fatto?! caterpillar resiste, nel vero senso della parola, trasformandosi in modo saggio negli anni e si godono ancora a distanza, più o meno di 10 anni, la mia attenzione.
fiorello e baldini anche se ogni tanto saltellano con gli orari (e li ascolto poco), sono bravi... e chi li smuove.
dispenser è stato davvero una bella scoperta, uno vero distributore automatico di stimoli quotidiani (poi quando, in sequenza ai miei ascolti hanno proposto bjiork, arab strap e morrissey... tanto di cappello!
mi spiace molto aver perso golem, invece. il programma di nicoletti, pur "macchinoso" a volte era davvero interessante e soprattutto intelligente. qui viene spiegata, almeno in parte la sua archiviazione.
sofri è una persona che reputo intelligente, per quelle occasioni in cui l'ho sentito parlare, e condor ne rispecchia il taglio. village, è invece l'unico programma radio dove ho ascoltato un po' di musica, quella che piace a me.
fabio e fiamma carini, ma dopo un po'... du'palle...
...bella la radio ...e anni fa ci si chiedeva se sarebbe resistita alla televisione...
postato da: diarioinbrodo alle ore 12:27 | Permalink | commenti
categoria:memorabilia, top five, a l t e r, radiofonia