:: il giochino dei giochi olimpici ::
ieri volevo scrivere un post sul commento sportivo in televisione, ché l'altra sera ho visto su sky la telecronaca di fiorentina-inter, e mi saliva il voltastomaco a sentire fabio caressa, a commentare. uno che ha deciso di far uso degli aggettivi per proprio vezzo, perchè gli piace farcire le frasi di suoni roboanti e iperbolici che spesso contraddistinguono proprio la categoria grammaticale degli aggettivi, ma che se utilizzati in modo inappropriato non sanno proprio di niente. ...e la cosa che fa rabbrividire è che il caressa si crede pure uno che ha reinventato il commento calcistico televisivo italiano. io, non lo sopporto. che caressa mi faccia rimpiangere bruno pizzul ce ne vuole.
comunque, non è di questo che volevo parlare, visto che ieri, il pezzo su caressa non sono riuscito a scriverlo, perchè, ieri, ero a torino, per un colloquio... non diciamo dove per scaramanzia... diciamo però che io spererei proprio che sia la volta buona.
speriamo porti bene averlo fatto alla vigilia delle olimpiadi, tanto più che durante il viaggio di ritorno mi sono imbattuto nella fiaccola olimpica che faceva il suo ingresso in torino. nei pressi delle molinette. un casino allucinante. ho girato in tondo tra l'ospedale sant'anna ed il lingotto perchè avevano chiuso una rotonda e non ci si poteva inserire in corso unità d'italia. un bordello, un macello. nervi a fior di pelle, quando invece in strada la gente festante tornava alle proprie macchine dopo aver sventolato le bandierine olimpiche.
sì, perchè stasera iniziano i giochi, e torino è davvero bella, pronta per la festa. incredibile... torino vive i suoi giochi olimpici, e devo sfatare questo mito della freddezza piemontese per le cerimonie, perchè ieri c'era davvero un macello di gente per le strade. davvero bello, e se penso che domani mi potrò gustare parte di questa festa andando a vedere le gare di freestyle godo ancora di più.
accolgo ora l'invito di clodine, che spedisce una lettera aperta di luciana litizzetto davvero carina, per fare un imboccàllupo a torino, nella speranza che vada tutto per il meglio...
Godiamoci la festa
di Luciana Littizzetto
Ho un'urgenza. Impellente. Devo lanciare un messaggio a tutti gli italiani, ma soprattutto ai piemontesi. Torinesi? Guardatemi bene negli occhi e aprite quelle orecchie a megafono. Ascoltatemi. Non facciamoci riconoscere anche stavolta. Fatemi il santo favore, smettetela di lamentarvi. Sto parlando soprattutto a voi, malmostosi, che non vi va mai bene niente. Sospendete il mugugno, troncate la lamentela, devitalizzate la rugna. Piantatela di stare in agguato aspettando solo che qualcosa vada male per poter dire «Ecco! Io l'avevo detto» con le E bene aperte. Insomma. Smettetela di fare i piemontesi per 15 giorni. Oh là. E che vi costa. Son poi solo due settimane e poi potete ricominciare con la geremiade delle lamentazioni. Ma adesso zitti. Mosca. Lo so bene anch'io che non tutto va alla perfezione. Ci mancherebbe ancora. E che non tutti i cantieri sono a postissimo e che la metropolitana non fila via bella liscia. Beh. Se non fila filerà. Uff. Che noia.
Cosa credete? Che a Roma, Milano, Napoli, la metrò non abbia mai problemi? Ma dove vivete? A Fiabilandia? Impariamo anche un po' a darci un tono. Facciamo come quando arrivano i cugini di seconda a trovarci. Scopiamo via le briciole sotto i tappeti e nascondiamo la roba da stirare dentro gli armadi alla rinfusa. E via un bel sorriso di benvenuto. Avanti, prego. Tanto poi abbiamo tutto il tempo per ritirare fuori le magagne dopo. Ma basta con le lamentele. «Eh ma adesso per le strade non ci si muove. Eh ma ci spuntano re e regine da tutte le parti. Eh ma tutta sta storia delle Olimpiadi è una gran scocciatura...». Certo. E come no. Era meglio se organizzavamo una bella Sagra del Tomino molle.
Dai su... Non facciamo i balenghi. Una volta tanto pensiamo positivo. Io capisco che per noi piemontesi è difficilissimo, che dobbiamo fare uno sforzo sovrumano, andare proprio contro la nostra natura, ma proviamoci.
Ma a voi non vi viene lo stranguglione in gola dalla contentezza, a vedere Torino così bella? A me sì. Mi viene da piangere ogni due per tre. Piango anche solo guardando i servizi di Gianfranco Bianco al Tg. Non l'avrei mai pensato di arrivare a questo punto. Mi commuovo. Sarà che son tanto debole di mente. Faccio come i cani quando non sanno come fare a trattenere la contentezza e lasciano la scia di pipì. Uguale. Solo che io perdo lacrime. Grazie al cielo. Quelle belle M rosse luminose? Quanto tempo le abbiamo aspettate? Vedere la gente che si accalca per provare la metro e poi quella non parte, va beh, è bello lo stesso... Ce ne vogliamo rendere conto tutti, torinesi e italiani in genere, che le Olimpiadi sono una festa, una festa di pace, e che ce la dobbiamo godere? Non stare lì a tormentarci, a dire "ammi ammi, e adesso?" E adesso cosa? E adesso musica maestro! «Sì... ma poi che ne faremo delle strutture, e poi che ne sarà di noi domani... c'abbiamo il
palazzo per l'hockey ma a hockey non ci gioca nessuno, e sto arco rosso sopra il villaggio olimpico a cosa serve?...». Ma come a cosa serve? E' bellissimo, ecco a cosa serve! Serve a fare festa. E poi, scusate, ma quando date una festa a casa vostra, fate così? Vi mettete a frignare perché poi dei festoni non sapete cosa farvene e dei tramezzini avanzati di vitel tonné pure? Torino in questi giorni è bellissima. Godiamocela. Come canta Renato Zero: Questi sono i migliori anni della nostra vita.