venerdì, 03 novembre 2006
con tutto il rispetto...

:: il cane di Napolitano ha la diarrea ::

sgomento e preoccupazione al Quirinale quando stamane dopo l'ennesima peretta, il cane Leo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha terminato ll suo lungo periodo di stitichezza, con una cagata senza eguali che ha inondato un'intero bagno delle stanze repubblicane.

...questa è la notizia...

chissà se il Tg1 dopo averci fatto sapere qualche minuto fa che Berlusconi si è fatto male ad un ginocchio e dovrà essere operato, proporrà sul telegiornale di prima serata anche questa notizia...
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categoria:politica, informazione, berlusconi, linguaggi, michele serra
martedì, 19 settembre 2006
I' vuò parlare Litaliano!

so bene che sono sciemate... ma quando ci data (viene) la possibilità di osannare così bbene la lingua italiana, non posso fare altro che addeguarmici anchìo!
...eppoi comunque, devo ammettere che alcune sono davvero divertenti... e in più mi fanno pensare a quando, da studenti di liceo, su l'asino rampante, scrivevamo le "bombe" dei prof.

(per gentile, anche se ignoro se autorizzata o meno, concessione di davemac)

(In due panifici)
QUANDO VI DIVENTA DURO VE LO GRATTUGIAMO GRATIS, E META' CE LO TRATTENIAMO.

PANE FRESCO CALDO

(Alla Gelateria)
VENDESI GELATERIA, LIQUIDO TUTTO

(Da due mobilieri)
SI VENDONO LETTI A CASTELLO PER BAMBINI DI LEGNO
SI VENDONO MOBILI DEL SETTECENTO NUOVI

(In due macellerie)
DA ROSALIA - TACCHINI E POLLI, A RICHIESTA SI APRONO LE COSCE
CARNE BOVINA OVINA CAPRINA SUINA POLLINA E CONIGLINA

(In tre pollerie diverse)
POLLI ARROSTO ANCHE VIVI
SI AMMAZZANO GALLINE IN FACCIA
SI VENDONO UOVA FRESCHE PER BAMBINI DA SUCCHIARE

(Dallo sfasciacarrozze)
QUI SI VENDONO AUTOMOBILI INCIDENTATE MA NON RUBATE

(In un negozio di fiori)
SE MI CERCATE SONO AL CIMITERO ..... VIVO

(Genere abbigliamento)
NUOVI ARRIVI DI MUTANDE, SE LE PROVATE NON LE TOGLIETE PIU'
NON ANDATE ALTROVE A FARVI RUBARE, PROVATE DA NOI
IN QUESTO NEGOZIO DI QUELLO CHE C'E' NON MANCA NIENTE
AL REPARTO BAMBINI 3 AL PREZZO DI 2
SI VENDONO IMPERMEABILI PER BAMBINI DI GOMMA

(Nell'autofficina)
VENITE UNA VOLTA DA NOI E NON ANDRETE MAI PIU' DA NESSUN' ALTRA PARTE

(Dal fioraio)
SI INVIANO FIORI IN TUTTO IL MONDO VIA FAX

(Genere derattizzanti)
QUI ULTIMA CENA PER TOPI

(C'è anche la ferramenta)
GRANDE OFFERTA: SEGA A DUE MANI E A DENTI STRETTI: 50 EURO

(Alla lavanderia)
SI SMACCHIANO ANTILOPI

(Dal ciclista)
SI RIPARANO BICICLETTE ANCHE ROTTE

(Sul citofono in una caserma dei Carabinieri)
ATTENZIONE PER SUONARE PREMERE, SE NON RISPONDE NESSUNO RIPREMERE

(In una palazzina in vendita con officina artigianale sul retro)
SI VENDE SOLO IL DAVANTI, IL DIDIETRO SERVE A MIO MARITO

(E infine... gran finale, negozio di mangimi)
TUTTO, VERAMENTE TUTTO, PER IL VOSTRO UCCELLO
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categoria:linguaggi, lessico famigliare
mercoledì, 03 maggio 2006

:: e li ponti so' soli ::

quante cose sotto i ponti passeno sotto li ponti, e le cose so' ttante... te le poi contà. e quando te le conti tutte, ce sta' che quarched'una te la scordi pure. eccome che te l'ariscordi. eccosì me capita pur'ammé.

cose piccole e cose più grandi, cose di cui si vorrebbe parlà e cose meno importanti, ma che comunque hanno lasciato un segno. come un piccolo resoconto "a posteriori" su berlino, l'anno che oramai è trascorso da quando sono tornato dall'irlanda (ho compiuto il mio primo comple-ritorno irlandese lo scorso 24 aprile). e avrei voluto scrivere qualcosa anche sulle ricorrenze del 25 aprile e su quella del primo maggio nella sezione, accadde oggi. ed invece sono qui a raccontare, ancora una volta tutto ciò di cui avrei voluto raccontare e parlare, e di cui invece non ho parlato.

raccontiamo dunque questa storia. una storia triste, storia di emigranti, emigranti del 3° millennio. di attraversatori di nord italie, di traghettatori e traghettati. una storia lunga come i millenni che uno non può stare a raccontarla tutta. di chi gli manca il proprio cuneese al rhum, o che si sente un po' spaesato tra gli spritz, e si sogna di notte il proprio invernale punch (o al limite il vermouth), mentre il pastis sotto il sole cocente dell'estate...

li ponti, che uno à da attraversà per ricostituire e ritrovare quei vincoli famigliari che tanto gli sono famigliari, che non si sono mai sciolti e che forse non si scioglieranno mai, perchè la famiglia è un concetto che va al di là del padre e la madre, ma cchè nun po' manco da esse quello der padrino.

la cronaca: torna un po' il diario del giovane profugo. ora sono profugo, per un paio di mesi in provincia di treviso, nel profondo nord-est. non so ancora bene di preciso quanto mi fermerò qui a motta di livenza. per il momento sto dal mio-cugino-bell'uomo, tra qualche giorno dovrei traslocare a corva (frazione a 4 km da pordenone, ma del comune di azzano decimo). continuerò però a lavorare, tra motta di livenza ed oderzo, fino a data da destinarsi, indicativamente fino a fine luglio.

domenica, 26 febbraio 2006

:: the olimpics end ::

ieri sono andato a mondovì ad assistere alla presentazione del libro del mio amico nicodube, nature morte di cui ho già parlato qui.
parlavo con nico l'altra sera e lui mi diceva come le vendite stanno andando molto bene, i canali per la distribuzione sono quelli che sono vista la provincia e la grandezza dell'editore, ma almeno in questo contesto il libro sembra essere stato accolto bene dalla critica.
spero che gli vada davvero bene, anche perchè l'amico nicodube è persona con un grosso bagaglio culturale e sicuramente persona "colta".

tralasciando l'introduzione del politico-amministratore di turno, l'appuntamento per me, che conosco nicodube, è stato piacevole, spero che qualcuno tra il pubblico sia stato attirato dall'intervento. nico infatti è persona che dà il meglio di sè nel contatto più personale, quello a tu per tu.
è in questa sede, che il "personaggio" nicodube si presenta in tutte le sue affascinanti sfaccettature e per cui varrebbe la pena, a mio avviso conoscerlo (e qui su alter ne parlo più approfonditamente).

questo nel pomeriggio.

ieri sera invece sono salito a torino insieme a l'uomo del mare ed a frank, per la notte bianca. siamo arrivati intorno alle 11, abbiamo atteso l'arrivo di MauVanPelt con il treno da milano e ci siamo diretti in centro.

fiumana di gente, non si riusciva neanche a camminare per la quantità di gente che c'era in giro per le strade. meno, invece, per le attrazioni. almeno in strada. mi aspettavo qualcosa in più. non abbiamo visto molti concertini o cose del genere, anche perchè abbiamo passeggiato forse nelle zone dedicate più che altro ai musei.
siamo passati davanti a casa svizzera, tanta gente, ma pochi sembravano gli svizzeri, a dimenarsi ed a ballare. abbiamo fatto un salto a casa canada, dove c'era anche la mega pubblicità di vancouver 2010 ma l'ingresso ci è stato negato: serata ad invito, ci è stato spiegato. e non essendo dei VIP, nè dei vip, l'area era off-limit.

però, in una splendida piazza bodoni tutta rimessa a nuovo, c'era la serata organizzata dal conservatorio "verdi" di torino, nella sala concerti del conservatorio. prima una ragazza che suonava il pianoforte: prima listz, poi schumann; bello il primo brano, troppo lungo e quindi più "soporifero" (vista anche l'ora) il secondo. il tempo poi per ascoltare un paio di brani degli architorti, quintetto d'archi torinese, conosciuto per avere collaborato anche nell'ambito della musica "leggera" (a quanto ne so io, africa unite su tutti). il loro contributo era intitolato architorti play punk. una cosa carina ed interessante.
peccato solo per l'ora, le 2, che ci ha impedito di proseguire nel nostro girovagare. attendere le 5 per prendere il treno successivo, era affare troppo impegnativo.

torino devo dire che mi ha colpito e stupito molto positivamente per la reazione che ha avuto all'appuntamento olimpico. torino che si dice sia sempre schiva, poco avvezza a mostrarsi o a partecipare a queste iniziative, ha risposto direi molto bene, e speriamo che sia uno slancio che frutti alla città negli anni a venire. penso proprio che la città se lo meriterebbe. intanto stasera si chiude, le olimpiadi sono finite. sembra incredibile l'attesa e l'aspettativa, l'attenzione e la preparazione, nel prima durante e dopo, che un evento richiede. per soli 15 giorni, e poi tutto come prima. un appello perciò a tutti gli stranieri che ci hanno conosciuto in questi 15 giorni, non dimenticateci.

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categoria:vita da blogger, torino, olimpiadi, linguaggi, a l t e r, cuneesi al rhum, nicola duberti
venerdì, 20 gennaio 2006

un nuovo  viaggio evvìa...

Sto preparando le valigie. direzione Roma, questa volta. la città eterna, la capitale. le mie radici. ci torno, dopo 8 mesi. tanto tempo. troppo tempo. preparo la valigia, la macchina fotografica, visto che mi toccherà passare anche un po’ di tempo in treno ed ho un po’ di libri da leggere e fotografare, tutto l'occorrente per il viaggio.

il piano di azione sembra abbastanza interessante. si parte domattina con patmoon, direzione casa della soramilvia e della soraAntonietta. domenica ci spostiamo in umbria, nel paese natale del mio nonnomonimo. poi, fino a giovedì, dietro casa del pastoretedesco in attesa dell’ennesimo colloquio che sono riuscito ad ottenere. e poi rientro venerdì prima in treno con piccola scorciatoia passando a trovare lucy e dalla penisola della nostra penisola rientro in aereo.

un po' di treno che mi permetterà di leggere, leggere e leggere… in particolare il nuovo libro di nicodube . e ascoltare nuova musica e farmi bagnare dal sole del mio amato sud.

valigia, quasi pronta; scarpe da camminare, ok; effetti personali, attenzione al dentifricio; oddio, mi devo ricordare il vestito per il colloquio… amo viaggiare, amo anche prepararmi per il viaggio, vorrei prendermi il tempo per preparare la valigia, trovo che sia una cosa piacevole… peccato che la mia pigrizia è tale da farmi rinunciare anche a questo piacere…

a proposito del mio amico nicodube, hanno scritto...

Tutto avviene come se Duberti

avesse consacrato la parte più ispirata del proprio tempo

a fuggire il proprio capolavoro,

per quanto lui possa offrire di definitivo e compiuto,

a favore di un lavoro semi improvvisato,

volontariamente incompiuto,

aperto,

in modo tale da permettere a ciascun lettore

di poterlo completare, commentarlo a proprio piacimento

tirarlo, come una coperta di Linus (questo lo aggiungo io), da una parte o dall’altra.

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categoria:viaggi, vita da blogger, linguaggi, a l t e r, cuneesi al rhum
giovedì, 24 novembre 2005

:: storie di emigranti ::

è da tanto che penso a scrivere un post su questo tema, e da ancora più tempo che ci penso. stamattna, dopo essermi imbattuto grazie ad eìo, nella figura di karim (e in questo suo post), ho deciso di affrontare l'argomento.

cuneo, provincia di emigranti, come del resto tutto il piemonte, all'inizio del secolo scorso, che a distanza di 100 anni muove i propri passi fuori dalle proprie mura.

il carattere ''cuneese'' ci porta ad essere un po' defilati, rispetto alla storia del resto del mondo. poco avvezzi a voler tentare la fortuna oltre i nostri confini, a meno che per costrizione.
una sensazione che avevo percepito a milano (e non è un caso lì, più che in altri luoghi), dove avevo percepito la mia provincia come un luogo veramente fuori dal mondo, appartato, troppo appartato, sotto i monti, userei il termine esatto è un po' troppo sboccato... ma sarebbe "in **** al mondo!" (ma forse in questo caso, quello di milano, c'era anche da tener conto la stronzagginemilanés)

...e così quando vedo un tipo come karim che parte piglia e va a stare in lituania, penso "fiiico!", e mi ritrovo e mi riscopro emigrante, come lui, avvezzo al viaggio, allo spostamento duraturo. e quando sono in giro mi manca sempre molto cuneo e la mia regione, le mie montagne, il fatto di essere vicino alle langhe ed al mare...
a aix, nella prima esperienza estera, quello che mi infastidiva era stato il vento, e poi il caldo di maggio (insostenibile quanto quello che da noi si trova nei periodi estivi più caldi). una volta tornato però, a quel punto, mi mancava l'aria che ti permetteva di respirare anche quando c'erano 35 gradi, il pastis al germinal o al brigant con serge, elena o adam, le serate all'IPN con Ibrahim, Tierry e Andrea, o l'unplugged con Pier, Luc, Ralucchia, Mario, Mihai e tutta la cricca, il sunset e il martini al sunset, con Lira.

a lisbona l'aspetto più magico me l'aveva dato il mare (ché poi su lisbona in verità non ci arriva), ma ricordo sempre il mio viso sul tetto della igreja da graça, il volto perso a guardare oltre il tejo, verso l'oceano, e la luce, quella strana luce che in europa ho trovato solo a lisbona, luminosa, e al tempo stesso malinconica. e il mio pensiero che volava ai miei monti, al freddo pungente, alla neve. tornato a casa saudades per i bei momenti vissuti lì, per le pasteis de nata di belém, per la magia di sintra (pessoa scriveva, a proposito: si va a lisbona per vivere e lavorare, si torna a sintra per dimenticare) e il tram eletrico...

dublino, data la sua vicinanza temporale, è ancora ricca di ricordi, lasciati e di nostalgia per casa. l'anno scorso, proprio in questo periodo, in quelle giornate piovose, in cui si avvicinava il natale, senza neve, mi mancava casa...e anche lì mi mancavano le mie montagne, la bisalta in particolare (e non so perchè), le passeggiate sul viale angeli, le cioccolate calde o il marocchino di arione.
una volta tornato, un po' di nostalgia per il doyles con henri e sophie (che serate lì dentro per st. patrick e per il mio leaving party!), il porterhouse con tutti, il whelan's con philip, le birre con andrea e giorgio a temple bar, la prima birra-dopolavoro presa con il gonfio nichooola e l'altro aquilotto matteo al karma...

non è detto che le storie degli emigranti, almeno quelle dei giorni nostri, siano storie tristi, anzi... spesso sono legate ad amori, o ad esperienze di vita (vuoi lo studio, la lingua o il lavoro), altre ancora semplici modi per lasciarsi un po' tutto alle spalle e darsi uno slancio per ricominciare. non sono storie tristi, ma sono sempre storie di emigranti, di persone che lasciano i propri luoghi per raggiungerne degli altri, pieni di speranze, ma anche di paure, senza sapere a volte se si troverà un lavoro, una casa, oppure una nuova vita.
e il cuneese è coriaceo, non si arrende, continua, porta le sue montagne dentro di sè, perchè lui la bisalta (specie per noi che arriviamo dalla valpesio, da limone, borgo, boves e cuneo) c'è la marchiata sul petto, come superman e la sua S.
saremo anche montagnini, ma come tutte le persone che abbandonano un luogo dovremo pur mantenere un vizio di fabbricazione che ci ricordi sempre da dove arriviamo, no?!

dedicato a nicola, alberto, antonio, marina, nino, urbano, giovanni, federica, matteo, francesca, gloria, henri e tutte quelle persone incontrate che hanno lasciato il proprio luogo d'origine per emigrare.

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categoria:international, linguaggi, emigranti, san martino, cuneesi al rhum
domenica, 20 novembre 2005

:: che a chi ci piacciono i porri ::

ieri sera sono stato a cena a cervere con l'uomodelmare, frank, le due moffette ed altri amici...
cervere è un piccolo paesino della bassa cuneese di 1.600 (così ci ha detto marco, alunno di gegio incontrato in loco) anime, poco attraente per 355 giorni circa all'anno. a parte il fatto che ora ci vive anche l'ex ministro mio professore, di cui ho parlato tempo addietro
qui, non ha tante attrattive. ma ciò che rende importante il paese nei restanti 10 giorni è il porro.
...e pensare che si dice che i porri siano buoni solo in minestra con le patate...

PORRI NELL’OLIO
PORRI GRATINATI
PASTIS ED CESCA (carne tritata con i porri)
TOMINO CON SALSA AI PORRI
FLAN DI PORRI CON BAGNA CAÖDA
LUMACHE ALLA CERVERESE

RAVIOLE ËD SERVERE (ravioli di cervere)
RISOTTO AI PORRI
MINESTRA DI TRIPPE E PORRI

SALSICCIA AI PORRI  
CINGHIALE AI PORRI CON POLENTA
ARROSTO AI PORRI

DOLCE

... il dolce no, non era a base di porri. ci è stato detto però che nel caso avessimo voluto, c'era la possibilità di appoggiare sulla torta anche una leggera salsina a base di questo cipollotto.  

c'è chi ha pensato anche di pubblicizzare la cosa con un sito, questo qui.

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categoria:sondaggi, sagre, linguaggi, san martino
venerdì, 11 novembre 2005

:: impariamo a parlare ::

oggi ero in giro per negozi a cuneo. bisogno economico: computer.
la professoressamadre e patmoon ne necessitano di uno a casa, io ho il PC e il portatile. passo il PC a loro, mi tengo il portatile.
il portatile è un po' vecchio, che si fa?!

una volta dalle mie parti, in campagna, i ragazzi appena finite le scuole medie si facevano comprare il motorino (all'epoca non c'erano gli scooter, il 50-ino di grido era il mitico Fifty Malaguti).
questi giovini erano talmente avanti che prima che il 50 arrivasse a casa nuovo di zecca, loro si erano premuniti acquistando tutta una serie di accessori che permettessero loro di truccare il mezzo. e il truccare il motorino, solitamente voleva dire aumentarne le prestazioni facendolo arrivare anche ai 90 km/h e soprattutto dotarlo di una marmitta in grado di gareggiare con quelle delle harley-davidson, in fatto di rumore.
...beh io un motorino non l'ho mai avuto...e oggi forse ho pagato dazio per questo...

beh, io col mio computer pensavo di fare la stessa cosa. e per l'occasione mi sono imparato quelle 4/5 parole per non fare brutta figura (ram di memoria, hard disk, velocità di processore, sistema operativo e connessioni wireless).

così ero a cuneo; e mi fiondo in un paio di negozi di materiale informatico per prendere qualche informazione e qualche prezzo. quello che ho è un dell 10Giga di Hd, 126di Ram e pentium 3.
entro nel primo negozio
beh, c'è più probabilità che si dissolva la nebbia su milano nel giorno più nebbioso dell'anno, che io capisca cosa volessero dire la sfilza di parole usata dal rivenditore.
soluzione, vado al secondo e sento che mi  dicono.
non ne vale la pena mettere pezzi nuovi, perchè poi la macchina è limitata, mentre comprando il loro io avrei avuto il minchiaporcoddue della
tecnologia.

non ci ho capito nulla ...e pensare che ho quasi 30 anni e con la tecnologia ci sono nato...
quando sarò vecchio come farò?!

soluzione: per il momento resto col PC e se i miei ne hanno bisogno glielo faccio usare

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categoria:memorabilia, linguaggi, 50 special, fifty malaguti