mercoledì, 06 dicembre 2006
:: voglio anchìo la notorietà! ::

ho voluto partecipare anchìo al gioco del mio amico eìo.
questa
è una citazione un po' letteraria, ma per chi sa il latino l'ho trovata carina...
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categoria:amici bloggers, fincipit, eìo, e io che mi pensavo
martedì, 05 dicembre 2006
:: anche io c'ho gli amici importanti ::

...e finalmente, perchè penso davvero che se lo meriti (e il diretto interessato sa che sono sempre stato un suo grandissimo estimatore), posso dire anchìo che c'ho gli amici che contano...
quelli che, pensa un po', poi, li nominano sui siti importanti, o li intervista pure alla radio.
e quelli che vengono nominati perchè c'hanno gli amici che vengono nominati (vedi "mario")

lui, è lui!

ps. il nomignolo eìo, glielo suggerito ìo! (consentitemi l'autoriverenza vista l'occasione importante)
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categoria:amici bloggers, autoriverenze, eìo, e io che mi pensavo, occasione importante
domenica, 15 ottobre 2006
:: il falò delle vanità ::

torno a scrivere e vorrei scrivere tanto, visto che manco da questo hyper-luogo da più di un mese. vorrei parlare dei viaggi fatti, delle persone incontrate, delle città viste.

avrei affrontato volentieri argomenti di attuale impegno sociale, che mi hanno toccato da vicino in quest'ultimo mese, specie da un punto di vista lavorativo.

avrei voluto parlare di gente abbandonata, di gente ritrovata. di persone, di facce, visi. contraddistinti.

invece mi ritrovo a parlare di me, ancora di me, e sempre di me.

scritto circa 2 settimane fa.

A volte vivere fa più paura di morire. È una frase che ho sentito dire a volte e che è entrata a far parte di un pensiero alquanto stereotipato, ma, a quanto pare, anche del mio.
ho riflettuto molto ultimamente sul perché e sul per come a volte pensieri piacevoli vengono ricondotti a dimensioni che fanno presagire fenomeni avversi. Condizioni di sofferenza, di abbandono a cui è difficile far fronte.

Se uno si sofferma a gioire di quello ha, rischia di perderlo. È difficile poter approfittare di ciò che si vive a pieno: si rischia di essere colti dall’assillo di poterlo perdere, la paura che possa usurarsi o spegnersi.
Occorrerebbe vivere come i saggi, o centellinare le proprie emozioni per non soffrire. non mi è stato insegnato a farlo, nè tanto meno ho intenzione di imparare ora.
esiste poi chi, comportandosi così, smette di vivere perché si sofferma a ragionare sulla propria condizione e non pensa ad altro, come è capitato a me (una delle ragioni del mio "auto-allontanamento" da questo luogo.

Ha più senso allora soffermarsi a pensare a ciò che si sta vivendo, con la coscienza di non poter tenere in conto tutte le possibili e molteplici sfumature che un’azione può arrecare alla natura umana, e con la convinzione che il fardello sia troppo grande da sostenere, oppure vivere, vivere, vivere, e finire con il farlo quasi “meccanicamente”, eseguire le azioni ed i comportamenti ai quali per una ragione o per l’altra siamo “obbligati” a dover tenere per non pensare troppo e non farci cogliere dall’assillo di non aver vissuto?
Forse sono stato un po' involuto, come mio solito, nell'esprimere questo pensiero; forse è una domanda che se fosse un ventenne a porsela, troverebbe maggiore “compassione”, mentre se posta da un trentenne, che per questo tipo di domande (almeno mi pongo io il problema) dovrebbe aver già trovato una qualche soluzione, lascia un po' tutti basiti.

o forse "non c'è veramente una risposta ad una domanda del genere." potrebbe dirmi qualcuno... mavaffxxxx...

dedicato a cesare

intanto ne approfitto per promuovere una neo-blogger, che ritengo possa avere qualcosa da dire. lei (per lei: "visto che ti ho messa anche tra i link?!!"). è in gamba, ha solo un problema: è professoressa!
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categoria:vita da blogger, amici bloggers, argomento pesante
martedì, 15 agosto 2006

ho ricevuto "di sgamo" questa lettera di un mio caro amico, inviata in copia carbone a un po' di gente. e poichè l'appello era tanto accorato, non ho potuto fare a meno di pubblicarla.

:: lettera firmata ad un amico ::

caro l,

sono tornato a berlino, lucy sostiene che io non possa far altro che venire sù a trovarla. mi ha minacciato anche di mettermi in analisi, nel caso in cui non mi fossi assoggettato al suo volere. e questa volta non per 5 cent. a seduta.

le mie vacanze così quest'estate le ho trascorse sull'asse "roma-berlino". niente campeggio. niente pietre per accendere il fuoco. nessuna possibilità di piantare i semi di zucca con qualche amico del quartiere.

lucy mi ha tenuto il muso anche quando le ho detto che avrei preferito il mare, una spiaggia desolata, l'acqua salata, e perchè no un po' limipida... il sole, il calore... e magari anche la compagnia del mio cane da passeggio.

ma io sono qui... e cerco anche di aiutarla a fare le treccine, perchè la signorina s'è svegliata col bisogno delle treccine, ma, ovviamente, sbaglio...

...eppure io sono uno che si appassiona a fare le cose...

spero di vederti presto perchè almeno potremo accollarci la compagnia di lucy in due, perchè io ho già perso tutti i miei capelli oramai. e dire che frequento solo le scuole elementari...

il tuo amico di penna charlie b.

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categoria:berlino, lettera, riceviamo e pubblichiamo, amici bloggers
martedì, 29 novembre 2005

era una notizia, che forse andava pubblicata principalmente su alter. data però l'eccezionalità dell'evento ho ritenuto importante pubblicizzarla, anche su questo blog.

arriva da eìo
da melpunk è scattata l'idea di fare un piccolo concorso fotografico. letture in treno raccoglierà foto di libri scattate in treno o in metropolitana.

vai qui per saperne di più

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categoria:riceviamo e pubblichiamo, amici bloggers, a l t e r
venerdì, 25 novembre 2005
dopo eìo, anche ìo, sono stato preso... e guardate un po' chi mi è venuto a trovare, qui?! bisogna spiegare al ragazzino come si usano i blog, però... chi mi dà una mano, che oggi, io proprio non posso che sono in sciopero
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categoria:amici bloggers, autoriverenze
sabato, 15 ottobre 2005
...della serie vorrei ma non posso...

ho appena scritto un commento al mio post di ieri per rispondere al mio amico eìo sull'uso di firefox...
...e mi son venute fuori due considerazioni in proposito interessanti...
la prima riguarda il fatto che non avrei mai pensato che il mio cervello si abituasse talmente tanto all'uso di un semplice applicativo da considerarlo (quasi) il proprio unico territorio di movimento nell'uso di un computer... questo mi è successo un po' con explorer di microsoft.
come una droga, non volevo altro...
e poi mi si prospetta Firefox... ed effettivamente è qualcosa di nuovo... e non pensavo, ma "mi costa cambiare", lo faccio non senza dover superare un certo scoglio.... ma Firefox è fico, come giustamente dice il mio amico. quando devi andare sul web su un computer che ha solo explorer è un suicidio, se sei abituato ai tab di firefox e a tenerne da venti a cinquanta continuamente aperti. solo per quella feature, firefox è superiore, per non parlare della sicurezza, e del feeling da carbonari :)
è comodo.
...e poi non bisogna escludere il fatto che uno se lo può "acchittare" (anche se è un termine che rievoca il termine kit, e quindi ci potrebbe stare anche bene, è termine romanesco) a suo piacimento.... io neo già scaricato uno... di temi... si chiama iFox  ...e in effetti sembra proprio di lavorare su un mac... che fico... però è un po' una scelta della serie vorrei ma non posso... il tema stile mac, per chi non ha il mac... che triste...    ...ma quanto è carino questo tema iFox 
postato da: diarioinbrodo alle ore 10:07 | Permalink | commenti
categoria:vita da blogger, amici bloggers
venerdì, 14 ottobre 2005

:: volpe di fuoco ::

ho appena abbandonato per la prima volta il mio fornitore di fiducia di tutto ciò che era il materiale software della mia macchina, almeno il 90% di quello che io utilizzo è stato costruito dal signor Roberto Uscite.

ieri sera, a letto, stavo leggendo XL (il nuovo mensile di Repubblica) e mi sono imbattuto in un articolo sul paragone tra questi due software, la cosa mi ha interessato e convinto... così dopo anni e anni di utilizzo di explorer (netscape non mi era mai piaciuto) ho scaricato la nuova versione di Firefox, dal sito di Mozzilla, e intendo abbandonare il browser microsoft.

per il momento ci sto solo giochicchiando, ma devo dire che la cosa è alquanto simpatica.

postato da: diarioinbrodo alle ore 18:19 | Permalink | commenti (4)
categoria:amici bloggers
martedì, 11 ottobre 2005

:: Il blog del lunedì ::

ieri era lunedì, il giorno dedicato al low-post (il post low-cost)…infatti non ho scritto nulla.
in realtà avrei voluto scrivere qualcosa, ma non è un periodo favorevole per la mia linea telefonica di casa, di nuovo bloccata a seguito delle piogge della settimana scorsa. così sono fuori dal mondo.
visto che oggi è martedì, però non proporrò dunque un low-post, ma un articolo di un po’ di tempo fa di giorgio ruffolo, ritrovato per caso ieri mattina durante le pulizie settimanali di camera mia (d’altro canto avendo più tempo libero, visto che non posto nulla, lo dedico a riordinare la mia stanza onde evitare problemi di ogni sorta con i padroni di casa, mia madre in particolare).

purtroppo ho la fonte, la repubblica, ma nel pezzo di pagina strappato non è rimasta la data. dal pezzo di vignetta di bucchi rimasto, si evince che siamo già nel 2005. se qualcuno avesse lo scrupolo di collocare meglio temporalmente la stesura di questo articolo, posso dire che sul “retro” della pagina (pagina numero 16 – titolo MONDO), il titolo principale inizia con Yushenko sceglie la…, il sotto titolo La Tymoshenko sarà premier. Gel… mentre il cappello Freddezza fra il presidente ucraino e il leader del Cremino. Bruxelles rallenta le… Autore, il corrispondente Giampaolo Visetti.

L’articolo di ruffolo, che è ciò di cui mi interessa parlare ha un titolo che riguarda una diversa accezione (rispetto a quella che ha assunto il termine nell’universo Blog) di “Post”… ma se andiamo a leggere tra le righe ci si possono trovare spunti interessanti anche il nostro “contenitore”.

La strana voglia di essere “post”
Caro direttore, fa sempre un po’ di malinconia quando un amico intelligente se ne esce con una insospettata strampaleria. È successo con Francesco Rutelli, cui mi legano stima e simpatia. Né mi convince la difesa di quella strampaleria che Michele Salvati ha assunto sul Corriere della Sera. Che i significati di socialismo siano continuamente mutati, non c’è neppure bisogno di dirlo. Ma se tanti partiti, come lui stesso afferma, “sono giustamente orgogliosi” di mantenere quel “significante”, non credo che sia solo questione di “avviamento”, ma di sostanza e cioè di quel valore ideale dell’eguaglianza cui il socialismo è stoicamente legato; e che in un tempo, come il nostro, in cui le disuguaglianze si stanno mostruosamente allargando, mi sembra di vivissima attualità.
Del resto, l’affermazione dell’inattualità della socialdemocrazia non è certo cosa grave, anche perché manca di quella freschezza che solo la sorpresa conferisce. E qui non c’è nessuna sorpresa dal momento che, da quando è nata, un secolo e mezzo abbandonante fa, la socialdemocrazia è stata oggetto di continui annunci di morte. Chi avesse il tempo per farsene un’idea potrebbe utilmente consultare la monumentale «storia del pensiero socialista» di G.D.H. Col, in cinque bei volumi tradotti e pubblicati, nell’ormai lontano ’68, dall’editore Laterza.
Ciò che immalinconisce è, appunto, la ripetizione. Soprattutto quando evoca, per malaugurata analogia, il “nuovismo reazionario”: quello, ad esempio dei neocon, (mai neologismo fu più appropriato, specie se tradotto in francese) con i loro annunci che tutta l’Europa è vecchia e decadente e l’America è giovane e fremente: che la prima è Venere (e ci sarebbe ben poco da dolersene, se così fosse) e la seconda è Marte (e ci sarebbe poco da preoccuparsene, data la scarsa perspicuità del personaggio). Il fatto è che il nuovismo ad ogni costo corre il rischio di diventare vecchismo a costo basso.
L’insidia che esso cela, nelle ingannevoli pieghe della sua toga, è quella del “postismo”. E cioè di quella moda di annunciare ogni evento come un avvento, ricorrendo a significati privi di significato. Superata ogni filosofia, liquidata ogni ideologia, e in attesa che al posto di quel vuoto qualcuno ci ficchi un nuovo pieno, si ricorre alla categoria del post. Più che profeti del futuro, i novisti diventano allora postini del niente. Post-comunismo, post-capitalismo, post-modernismo, naturalmente post-socialdemocratismo: e via posteggiando.
Ma poiché Francesco Rutelli è uomo di indubbia intelligenza, mi assale il sospetto che, se ricorre a “repubbliche inesistenti”, come il postismo, lo faccia non per ferma convinzione, ma per crearsi uno spazio politico tutto suo: non una questione ideologica, ma una topologica. Così, però, inavvertitamente, cade in una seconda insidia: che è quella di iscriversi al grande partito dei cercatori dell’Essere (o dell’Esistere? grande dilemma heideggeriano): alla tribù dei cacciatori e raccoglitori di Identità: che è ansiogena patologia di tutti coloro che ne hanno difetto.
Secondo me sbaglia. Perché si rischia di gettarsi un futuro alle spalle. Di entrare nel secolo ventunesimo “apparteddietro”, come dicono a Roma. E quindi di non vedere proprio quel che di nuovo c’è, non immaginario, nei grandi racconti di una storia che, suo malgrado, continua. Fassino ha fatto bene a ricordargli che ci sono tra noi, in Europa e non soltanto lì, uomini e idee del “vecchio” socialismo molto più aggiornati e realistici di quanto siano le chiacchiere futurologiche della metapolitica post-democratica.
Penso dunque che la sua battutaccia, ritoccata poi da lui stesso nelle solite imprecise precisazioni giornalistiche, sia frutto non di riflessione convinta, ma di qualche ansia “posizionale”. In tal caso, mi permetterei di rassicurarlo. Un politico intelligente come lui, il posto non ha bisogno di cercarselo nel postismo: lo ha già, in un’Alleanza che ha bisogno non di infradistinguersi, lacerandosi e tormentandosi al suo interno, ma di consolidarsi, invece, attorno a una leadership davvero indiscussa e ad un progetto non annunciato vagamente, ma costruito con immaginazione e pazienza: cui egli può sicuramente dare un contributo prezioso.
Il vero rischio che corre, nel ricorrere un postismo inesistente, è di diventare postumo

In realtà questo post è stato scritto lunedì 10 ottobre 2005…  alla faccia del low-post 

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categoria:politica, vita da blogger, amici bloggers, dì lunedì
sabato, 08 ottobre 2005

:: il buio ::

Andy Warhol sosteneva che negli anni a venire, e quindi i nostri, ogni persona avrebbe avuto i suoi 15 minuti di notorietà... io la mia notorietà l'ho avuta ed è durata addirittura due giorni... meglio di così... sono pronto a tornare nell'oblio...
chi mi auguro non cada mai in oblio è
eìo, mentre mi auguro gloria per alice.

se ci fosse qualcuno ancora che mi legge così, la mia ultima buona azione da personaggio che torna nell'ombra l'ho fatta.
ora ok, posso tornare nel buio.

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categoria:vita da blogger, amici bloggers