giovedì, 31 agosto 2006
:: la realtà che cambia ::

Forse perché settembre è il mese del ripensamento, sugli anni e sull’età
Forse perché sabato con qualche amico, “abbiamo” sposato lei con lui
Forse perché lui è arrivato fino a qui, e non è che succede tanto spesso
Forse perché lucy in questi giorni si indaga su quello che vuole fare una volta tornata da Berlino, e a me sale tanto la nostalgia (e forse anche un po’ l’invidia) di quando ero io al suo posto
Forse perché l’arrivo di nuova vita sul mondo, vedi la sua (greta), in questo periodo, genera uno strano effetto (e non ho ancora avvertito però, neanche vagamente, alcun senso o necessità di paternità), un senso vago di tenerezza, e di accoglienza.

…ma sta di fatto che è un periodo che tutti questi pensieri che mi frullano in testa, ho la sensazione che siano lì apposta a dirmi qualche cosa, e neanche tanto sopra o sotto le righe; anzi, in maniera piuttosto esplicita… “sei grande, anche se ti chiami o ti fai ancora chiamare Giovane. È ora di crescere, è ora che inizi a vivere come un adulto”.

Me l’ha detto anche l’altro giorno Lulù, la quale sostiene che sia ora di cambiare questo nick-name un po’ peterpanesko, di chi vuole fare il giovane bohemiène a tutti i costi. E dire che io i Ggiovani, e tanto più Bohèmiens, non li ho mai digeriti…

La batosta più grande l’ho accusata sabato quando si sono sposati la Smalfa e CanePazzo. I primi amici più stretti a compiere il “grande salto”. Un po’ per questo, magari, un po’ perché domenica mattina, dopo una sfrenata serata passata a ballare dalle dieci all’una e mezza di notte senza interruzione, sono rimasto incriccato di collo e schiena, e solo oggi (che è giovedì) inizio a sciogliermi un po’.

E dire che fino a 5, 6 anni fa ero un drago che non si scalfiva neanche un po’ dopo una serata passata a ballare sui ritmi di prodigy, chemical brothers o underworld, o i più "rudi e rockettari" faith no more.

Il collo piegato, che non riesce a sollevarsi, è l’immagine perfetta di chi oramai dovrebbe avere l’umiltà di chinare per una volta il capo, capire, che, certe cose, forse, è meglio smettere di farle, non perché sia sbagliato o cattivo, ma solo perché non si ha più l’età, forse, e il fisico, soprattutto, per farle ;-) … e cambiare, magari mettendosi a fare cose nuove, aprirsi alle novità…

Così dal più totale menefreghismo, vivo ora con l’ansia sul collo che tutto quello che faccio non abbia un senso, che sia sempre in ritardo, che panichi perché non riuscirò mai a raggiungere una stabilità, almeno emotiva, che mi permetta di vivere bene con me stesso.
Sul lavoro, a casa quando non lavoro, quando non trovo gli amici per uscire, perché loro hanno la propria casa e devono pensare a pulire, a stirare, a ordinare.
CanePazzo, l’altra sera mi dice… “noi non siamo come te che al rientro da lavoro abbiamo tutto pronto”… e me lo fa pesare, come se fosse un privilegio di cui io sto realmente godendo.
In realtà io ne usufruisco, ma non si può dire che ne godo… magari potessi essere al suo posto, e io lo posso dire. Ché io ci ho già vissuto per fatti miei, l’ultima volta un paio di mesi fa, io so cosa vuol dire doversi preparare tutto, dover fare le pulizie o le lavatrici durante il week-end… io lo so… anche io, nella mia età, non invecchio, ma cresco!

Ma l’unica cosa che posso fare, per sfogarmi, è trovare quel po’ di tempo che mi serve per scrivere queste righe, e condividerlo con quelle 4 anime che ancora bazzicano da queste parti di tanto in tanto…

E così scrivo, scrivo come quando avevo 16 o 17 anni. Scrivo in modo diverso, ma ancora scrivo. Allora scrivevo poesie, dedicate solitamente a chi mi rilasciava un sonoro due di picche; ora scrivo in prosa per me stesso. A questo punto sono curioso di vedere, sulla soglia dei 40 anni se scriverò ancora e con quale metodo stilistico.

Finirò con il teorizzare la scrittura, come fece Cage con la musica, spargendo la casa di pagine bianche, per lasciare al lettore la scelta di leggere nel foglio ciò che più gradisce... o tornerò alle origini componendo ditirambi giambici (e non chiedetemi se esistono; presi singolarmente, ditirambi e giambi, sono due forme metriche che esistevano nella lingua classica, greca mi pare)...o ancora finirò col seguire il movimento di un pastello a cera, tenuto da una mano un po’ più piccina e paffuta della mia. Fosse così, allora potrei dire che vorrei non crescere mai.
postato da: diarioinbrodo alle ore 22:23 | Permalink | commenti (8)
categoria:vita da blogger, delirio
sabato, 19 agosto 2006

:: camera oscura ::

sono in camera con lucy, luce soffusa. lei parla con sally, io sono qui e scrivo. così non parlo, e la cosa mi permette di non rischiare frasi taglienti da parte della mia "coinquilina".

sally si sfoga, lucy la sostiene. io scrivo, osservo e ascolto, così recuperò un po' della mia voce, persa in questi giorni nelle strade di berlino. se n'è andata in un lampo, mi ha lasciato così quasi senza preavvisarmi, sulla s-ban... è uscita prima di me, da un finestrino, ho provato a ritrovarla per tutto il giorno...ma non è più tornata..

oggi, facendo due passi a prenzlauerberg, l'ho ritrovata, quasi per caso. non sono riuscito però a ripossederla del tutto, l'ho messa al guinzaglio ed ho iniziato a riportarla a casa, così, per lo meno non mi scappa più.

 

postato da: diarioinbrodo alle ore 23:46 | Permalink | commenti (2)
categoria:berlino, cuneesi al rhum
martedì, 15 agosto 2006

ho ricevuto "di sgamo" questa lettera di un mio caro amico, inviata in copia carbone a un po' di gente. e poichè l'appello era tanto accorato, non ho potuto fare a meno di pubblicarla.

:: lettera firmata ad un amico ::

caro l,

sono tornato a berlino, lucy sostiene che io non possa far altro che venire sù a trovarla. mi ha minacciato anche di mettermi in analisi, nel caso in cui non mi fossi assoggettato al suo volere. e questa volta non per 5 cent. a seduta.

le mie vacanze così quest'estate le ho trascorse sull'asse "roma-berlino". niente campeggio. niente pietre per accendere il fuoco. nessuna possibilità di piantare i semi di zucca con qualche amico del quartiere.

lucy mi ha tenuto il muso anche quando le ho detto che avrei preferito il mare, una spiaggia desolata, l'acqua salata, e perchè no un po' limipida... il sole, il calore... e magari anche la compagnia del mio cane da passeggio.

ma io sono qui... e cerco anche di aiutarla a fare le treccine, perchè la signorina s'è svegliata col bisogno delle treccine, ma, ovviamente, sbaglio...

...eppure io sono uno che si appassiona a fare le cose...

spero di vederti presto perchè almeno potremo accollarci la compagnia di lucy in due, perchè io ho già perso tutti i miei capelli oramai. e dire che frequento solo le scuole elementari...

il tuo amico di penna charlie b.

postato da: diarioinbrodo alle ore 21:04 | Permalink | commenti
categoria:berlino, lettera, riceviamo e pubblichiamo, amici bloggers
martedì, 08 agosto 2006
:: la società dei poeti estinti ::

l'incontro con un altro blogger è sempre qualcosa di un po' particolare, non sai mai cosa aspettarti, non sai mai cosa succederà. noi ci si rende conto proprio bene, fino in fondo, di quale possa essere il legame, il trait d'union in grado di legare due persone che si "frequentano" perchè trovano interessanti i rispettivi blog, o semplicemente perchè il caso ha voluto così.

fino a sabato sera, l'unico blogger lettore del mio blog che conoscevo era solo eìo. ché poi con eìo ci conosciamo da ben prima che il mondo, questo mondo nascesse. il mondo dei bloggers mi era sempre parsa una "palla vuota", proprio una sfera al cui interno non c'è nulla, se non ciò che uno intende metterci.

questo fino a sabato sera.

poi sabato sera ho avuto anche io la mia prima volta. e non era la prima volta in cui dubitavo del socialismo...

sabato sera ho visto e conosciuto lei. con dirtyhavana ci siamo conosciuti per caso, lei è andata qui, e leggendo le avventure del diario del profugo, e ci ha trovato un personaggio che credeva di conoscere... e si è scoperto che era proprio così... è capitata per vacanza nella nostra zona, ha incontrato di nuovo il coccosss e così ci siamo visti.
abbiamo parlato un'oretta. è stato piacevole. non una sensazione da persone che si conoscono da chissà quanto tempo. semplicemente due modi e due abitudini di vita e di comunicare, che per caso si sono incontrate.

...come per caso, stasera, ho avuto un'altra rivelazione. questa volta a proposito di mie scelte passate. su sky hanno dato l'attimo fuggente, film di fine anni '80 con robin williams, su un gruppo di studenti in un college americano a metà anni 50.
rivedendolo, ed era tanto che non mi capitava, ho capito quale importanza abbia avuto quel film per il giovane pre-adolescente che sono stato nella scelta scolastica... e di approccio alla "comunicazione" in generale...
1990, seconda media. aula video. ora di compresenza musica italiano, o qualcosa del genere.
rimasi talmente scosso da quel film, mi coinvolse molto. capii che c'era un mondo estremamente interessante che andava al di là di numeri e professioni lavorative... la cultura, il sapere, l'arte, l'amore per i sentimenti, le passioni...

...poi, oggi, sono finito a fare l'assicuratore... non tutte le ciambelle riescono con il buco...