martedì, 30 maggio 2006
:: elezioni amministrative ::


l'uomo del mare non ce l'ha fatta a entrare nelle lista consigliare, ma ha fatto comunque un bel lavoro. gli facciamo i complimenti

...intanto aspetto l'arrivo di lucy, che atterra stasera all'aeroporto
postato da: diarioinbrodo alle ore 14:19 | Permalink | commenti (1)
categoria:politica, campagna elettorale, nel profondo nord-est
sabato, 20 maggio 2006
:: palle quadrate ::

è difficile riuscire ad esprimere la sensazione di chi si passa il venerdì sera, il sabato, e, molto facilmente, anche la sera del sabato da solo... ora sono da mio cugino, ma non è che posso piantare le tende qui, come in pratica sto facendo...

... c'ho un po' le palle quadrate a questo proposito...

oggi pomeriggio sono andato a conegliano (per vedere l'itinerario, vai qui) per vedere una mostra sullo scandalo nella pittura curato da philippe daverio. la mostra ha chiuso la settimana scorsa .

che dire...anche le palle quadrate rotolano...

p.s. bello il film di almodovar, è un artista che riconciglia con il cinema
postato da: diarioinbrodo alle ore 19:49 | Permalink | commenti (3)
categoria:cinema, nel profondo nord-est
giovedì, 18 maggio 2006
:: sperimentare su sè stessi ::

l'esperienza che sto vivendo qui nel profondo nord-est, nonostante sia dura e in un certo qual modo un po' "alienante", sicuramente mostra alcuni aspetti positivi inaspettati, che non pensavo sarebbero emersi...
imparo...
a riconoscere e ad affrontare i miei limiti... la mia scarsa pazienza (definiamola anche im.pazienza), la predisposizione a spazientirmi, la determinazione sul lavoro che a volte viene meno, e soprattutto, cosa su cui - forse - non ho mai ragionato abbastanza, il mio modo di relazionarmi con gli altri...

ho scoperto che, pur essendo una persona affabile, estroversa e di compagnia, mostra qualche limite nel momento in cui mi approccio con persone che non conosco. la percezione di individuare una barriera che se non trovo gli spunti per abbattere, preferisco lasciare.

intanto domani sera al cinema zero di pordenone uscirà l'ultimo film di pedro almodovar, volvér; sono molto curioso di andarlo a vedere.
postato da: diarioinbrodo alle ore 15:21 | Permalink | commenti (2)
categoria:cinema, vita da blogger, nel profondo nord-est
martedì, 16 maggio 2006

:: ogni tanto ci vuole ::

Mi alzo tutto sudato, madido di acqua salata…quasi che fosse sangue. Sgomento, fiato corto e sensazione decisamente sgradevole, di inadeguatezza, verso ciò che mi circonda, verso “il mondo”, verso gli altri, e anche un po’ verso me stesso.

È come se ci fossero due persone in completa discordanza l’una dall’altra dentro di me: uno che dice bianco, e l’altro che dice nero, e il tuo io, lì, in mezzo a non sapere che fare, preso dalla paura di sbagliare, colto dall’incauta preoccupazione di compiere un passo, qualunque esso sia, qualunque sia la direzione che prenderà. Una sensazione che ti porta a far proprio il motto, “fare di necessità virtù”, nel tentativo di lasciarsi cullare dal mare senza che le onde si trasformino in un gorgo vorticoso. Il tentativo, quasi forzoso, di aggrapparsi a qualcosa, qualunque essa sia, senza riuscire a trovare nulla. Qualunque cosa a cui si possa pensare sembra somigliare ad una parete completamente liscia, piuttosto che una sorta di piccola montagna, dura da scavalcare, ma che almeno offre delle sporgenze cui attaccarti.

E ti senti così… pensi alla ragione di questa brutta sensazione a cui non trovi risposta e quasi quasi ti colpevolizzi per questi ragionamenti… quasi che porsi i problemi sia prerogativa solo degli adolescenti o di coloro che hanno da poco abbandonato questo stato. E più tenti di trovare una soluzione al problema e più questo sembra trasformarsi in una sorta di tunnel, nel quale la luce laggiù in fondo, non quella che hai appena lasciato, ma quella che hai visto dall’altra parte, continua a rimanere fioca.

Eri sicuro che il passato non si sarebbe fatto così vivo, acuto e penetrante nel tuo cervello, o almeno eri convinto che si potesse manifestare soprattutto l’aspetto piacevole delle sensazioni vissute… ed invece il passato a volte ti sta lì dietro, attaccato alle tue spalle e tu non riesci a scollartelo di dosso, ed il passato è lì, col fiato sul collo, tutto di un blocco; il passato è lì, presente. Caro ragazzo – ti dicono – tu devi continuare a guardare avanti. Tranquillo. Senza pensarci troppo, senza stare a pensare troppo sulle cose… ma come fanno, dico io?!

…e allora tu che ti senti un buono e un “debole di cuore” non riesci più a resistere, ed allora vorresti metterti a camminare, … ma dove vai?…
Vai… scendi le ripide scale di casa, a passo spedito, quasi di corsa, con la luce nel corridoio, che precede il portone d’ingresso dell’immobile, a muoversi invece lenta; viene e va, a sprazzi.

Ti getti in strada cercando di coprirti con il cappotto appena ti rendi conto che le ombre assomigliano sempre più a sinuosi ectoplasmi e che questo freddo ti punge alla gola. Ti lasci immergere da questo freddo e dalle luci della città ed inizi a camminare cercando di non pensare a niente, ma se poi distrattamente ti guardi dall’esterno e ti immagini in questa situazione, riscopri tutto un mondo nascosto… ed è come se in realtà stessi riassaporando un po’ di quella musica dal tuo Walkman, mezzo scassato…

…e speri, con una vena di narcisismo, tanto per dire e farci due risate sopra, che la gente ti noti per quel tuo minimo contrasto… tu che ti accompagni con questo andamento falsamente signorile in paltò… con il tuo bel Walkman Sony sfasciato… voi ne avete già vista di gente con Walkman e paltò…?

Ma tu sei lì in mezzo alla gente, ed invece non ti accorgi di niente e la gente non si accorge di te per quella stupida immagine che ti sei creato in testa e che tu stai immaginando… ma tu non ti stai immaginando, stai solo guardando una vetrina… e dopo esser stato un po’ di tempo a guardare questa vetrina, dai colori gialli accesi, calda, che ti fa già pensare al natale, ricominci a camminare ben coperto nel tuo cappotto con il bavero tirato in su che ti copre il collo e una parte della faccia… si, perché ti piace sentire che hai qualcosa che ti possa riparare, ma che al tempo stesso ti permetta di sentire che fa freddo, un freddo cane, che più ci pensi e più l’aria gelida entra anche nelle strette maglie del tuo maglione e ti solletica un po’…

Tu cammini, perché a dire il vero quella del freddo è un’allucinazione, meglio una finzione; in tutto quel muoverti, per te, fa quasi caldo quando ti senti avvolto da quell’ambiente che ti fa stare bene e che ti fa credere che tra una ventina di giorni è Natale, quando a te del Natale non te n’è mai fregato nulla.

Ti addentri per il centro nelle viuzze piene di gente, ed anche se non te ne frega un granchè della chi ti sta attorno pensi che ti faccia stare bene… una sensazione di tepore e di torpore, di quelle che uno prova in inverno, addormentandosi davanti al fuoco, con una coperta pesante sulle spalle. PAF!

Ed allora … così, come in un sogno… ti ricordi di lei, e ne rievochi il viso e i gesti di un momento, a quando ti ha rincorso in quel tardo pomeriggio, che tanto assomiglia a questo, lungo il muretto del parco… di quando ti sei sentito tirato per la giacca e, non sentendo i rumori del mondo circostanze perché ovattato dalla tua musica, hai avuto una sensazione inaspettata… e ti emoziona sentirne i profumi ed il ricordo che emana, il suo viso… e lei…

La musica se n’è quasi andata via del tutto oramai e ricominci a sentire freddo… pensi alla tua città e ti rendi conto di come siano cambiate tante cose… a ciò che ti è vicino, a quello che è lontano, a cosa uno lascia a volte senza neanche rendersene conto, alla paura che uno prova, per semplice autodifesa, quando abbandona il proprio contesto e la propria quotidianità. A ciò che può e deve spaventare veramente. ed anche se i pensieri tendono a minare di nuovo un po’ la tua serenità… ti convinci che le cose arrivano quando vogliono e se sono cattive devi solamente tenere le spalle grosse per sopportarle, ma se invece sono buone… ah, beh… allora lì è tutta un’altra faccenda…

Decidi allora di tornare a casa, attraversi il corso per prenderti un po’ di soldi e intanto ti riassesti il cappotto; prima tiri su il bavero e poi ti avviluppi dentro tutto il resto… Ti attacchi alla macchinetta sperando che ti possa dare qualche spiccio e poi ti rimetti in marcia. La luce è sempre più fioca in queste strade che portano un po’ fuori città, ma la città è bella così!… è bello poter fare due passi ed essere subito nel centro… tutto sempre e solo rigorosamente a piedi… e tu ti senti meglio…

Compri qualcosa per non restare proprio senza niente a cena e stai sempre meglio, anche quando vedi qualche amico tornare verso casa… e saluti quasi senza fermarti perché è tardi… e perché intanto loro sono abituati a non farlo… ti salutano per cortesia, ma non pretendono nient’altro…

postato da: diarioinbrodo alle ore 14:13 | Permalink | commenti
categoria:racconti
lunedì, 15 maggio 2006

vorrei scrivere qualcosa visto che è da un po' che non metto nulla on line

avere le idee per dire qualcosa di simpatico, di originale, qualcosa di sinistra, qualcosa anche non di sinistra...anche solo dire qualcosa

... non mi viene molto da dire... quindi taccio

...oggi sale al quirinale, il nuovo presidente della repubblica... tanti auguri!

postato da: diarioinbrodo alle ore 14:27 | Permalink | commenti (3)
categoria:accadde oggi, nel profondo nord-est
lunedì, 08 maggio 2006

:: il fiume scorre lento ::

risiedo oramai nella zona detta dell'Alto Livenza. vivo a Corva, una frazione di Azzano X, a 4 km da Pordenone, ma lavoro in provincia di Treviso, in quel nord-est tanto produttivo di cui si parla sempre... e qui sicuramente una delle cose che più mi ha lasciato basito, è la velocità con cui scorrono i fiumi... e dire che siamo nell'alto Livenza...

quando si parla di un territorio caratterizzato dal aggettivo "Alto", mi viene subito da pensare a montagne, cascate, ruscelletti e torrenti... qui invece siamo a 9 metri s.l.m.
qui
il fiume scorre lento, in mezzo a queste strade perfette, i centri storici perfetti, tutti puliti, tenuti bene e con cura...

non lo faccio apposta... ma a me tutta questa "smania di perfezione" mette un po' di ansia...

doveva essere una giornata, questa, da accadde oggi... visto che sono iniziate le votazioni in Parlamento per l'elezione del futuro Presidente della Repubblica...ma a quanto pare, oggi non avremo ancora il sostituto di Ciampi. Il fatto che non sia Berlusconi, comunque ad essere candidato per questa carica, visto anche il posto in cui mi trovo, è già un sollievo.

postato da: diarioinbrodo alle ore 19:29 | Permalink | commenti
categoria:accadde oggi, costituzione, berlusconi, devolution, dì lunedì, nel profondo nord-est
mercoledì, 03 maggio 2006

:: e li ponti so' soli ::

quante cose sotto i ponti passeno sotto li ponti, e le cose so' ttante... te le poi contà. e quando te le conti tutte, ce sta' che quarched'una te la scordi pure. eccome che te l'ariscordi. eccosì me capita pur'ammé.

cose piccole e cose più grandi, cose di cui si vorrebbe parlà e cose meno importanti, ma che comunque hanno lasciato un segno. come un piccolo resoconto "a posteriori" su berlino, l'anno che oramai è trascorso da quando sono tornato dall'irlanda (ho compiuto il mio primo comple-ritorno irlandese lo scorso 24 aprile). e avrei voluto scrivere qualcosa anche sulle ricorrenze del 25 aprile e su quella del primo maggio nella sezione, accadde oggi. ed invece sono qui a raccontare, ancora una volta tutto ciò di cui avrei voluto raccontare e parlare, e di cui invece non ho parlato.

raccontiamo dunque questa storia. una storia triste, storia di emigranti, emigranti del 3° millennio. di attraversatori di nord italie, di traghettatori e traghettati. una storia lunga come i millenni che uno non può stare a raccontarla tutta. di chi gli manca il proprio cuneese al rhum, o che si sente un po' spaesato tra gli spritz, e si sogna di notte il proprio invernale punch (o al limite il vermouth), mentre il pastis sotto il sole cocente dell'estate...

li ponti, che uno à da attraversà per ricostituire e ritrovare quei vincoli famigliari che tanto gli sono famigliari, che non si sono mai sciolti e che forse non si scioglieranno mai, perchè la famiglia è un concetto che va al di là del padre e la madre, ma cchè nun po' manco da esse quello der padrino.

la cronaca: torna un po' il diario del giovane profugo. ora sono profugo, per un paio di mesi in provincia di treviso, nel profondo nord-est. non so ancora bene di preciso quanto mi fermerò qui a motta di livenza. per il momento sto dal mio-cugino-bell'uomo, tra qualche giorno dovrei traslocare a corva (frazione a 4 km da pordenone, ma del comune di azzano decimo). continuerò però a lavorare, tra motta di livenza ed oderzo, fino a data da destinarsi, indicativamente fino a fine luglio.