domenica, 26 febbraio 2006

:: the olimpics end ::

ieri sono andato a mondovì ad assistere alla presentazione del libro del mio amico nicodube, nature morte di cui ho già parlato qui.
parlavo con nico l'altra sera e lui mi diceva come le vendite stanno andando molto bene, i canali per la distribuzione sono quelli che sono vista la provincia e la grandezza dell'editore, ma almeno in questo contesto il libro sembra essere stato accolto bene dalla critica.
spero che gli vada davvero bene, anche perchè l'amico nicodube è persona con un grosso bagaglio culturale e sicuramente persona "colta".

tralasciando l'introduzione del politico-amministratore di turno, l'appuntamento per me, che conosco nicodube, è stato piacevole, spero che qualcuno tra il pubblico sia stato attirato dall'intervento. nico infatti è persona che dà il meglio di sè nel contatto più personale, quello a tu per tu.
è in questa sede, che il "personaggio" nicodube si presenta in tutte le sue affascinanti sfaccettature e per cui varrebbe la pena, a mio avviso conoscerlo (e qui su alter ne parlo più approfonditamente).

questo nel pomeriggio.

ieri sera invece sono salito a torino insieme a l'uomo del mare ed a frank, per la notte bianca. siamo arrivati intorno alle 11, abbiamo atteso l'arrivo di MauVanPelt con il treno da milano e ci siamo diretti in centro.

fiumana di gente, non si riusciva neanche a camminare per la quantità di gente che c'era in giro per le strade. meno, invece, per le attrazioni. almeno in strada. mi aspettavo qualcosa in più. non abbiamo visto molti concertini o cose del genere, anche perchè abbiamo passeggiato forse nelle zone dedicate più che altro ai musei.
siamo passati davanti a casa svizzera, tanta gente, ma pochi sembravano gli svizzeri, a dimenarsi ed a ballare. abbiamo fatto un salto a casa canada, dove c'era anche la mega pubblicità di vancouver 2010 ma l'ingresso ci è stato negato: serata ad invito, ci è stato spiegato. e non essendo dei VIP, nè dei vip, l'area era off-limit.

però, in una splendida piazza bodoni tutta rimessa a nuovo, c'era la serata organizzata dal conservatorio "verdi" di torino, nella sala concerti del conservatorio. prima una ragazza che suonava il pianoforte: prima listz, poi schumann; bello il primo brano, troppo lungo e quindi più "soporifero" (vista anche l'ora) il secondo. il tempo poi per ascoltare un paio di brani degli architorti, quintetto d'archi torinese, conosciuto per avere collaborato anche nell'ambito della musica "leggera" (a quanto ne so io, africa unite su tutti). il loro contributo era intitolato architorti play punk. una cosa carina ed interessante.
peccato solo per l'ora, le 2, che ci ha impedito di proseguire nel nostro girovagare. attendere le 5 per prendere il treno successivo, era affare troppo impegnativo.

torino devo dire che mi ha colpito e stupito molto positivamente per la reazione che ha avuto all'appuntamento olimpico. torino che si dice sia sempre schiva, poco avvezza a mostrarsi o a partecipare a queste iniziative, ha risposto direi molto bene, e speriamo che sia uno slancio che frutti alla città negli anni a venire. penso proprio che la città se lo meriterebbe. intanto stasera si chiude, le olimpiadi sono finite. sembra incredibile l'attesa e l'aspettativa, l'attenzione e la preparazione, nel prima durante e dopo, che un evento richiede. per soli 15 giorni, e poi tutto come prima. un appello perciò a tutti gli stranieri che ci hanno conosciuto in questi 15 giorni, non dimenticateci.

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venerdì, 24 febbraio 2006

:: lo stress da compleanno ::

martedì, ho festeggiato gli anni. ho passato la serata in compagnia di andrea, miki, un loro amico, e nicodube. serata piacevole, una buona bottiglia di vino, che ha allentato lo stress da compleanno.

giovedì sera, poi, ho visto bettuzza e cane pazzo. la smalfa era già a nanna, così ha sciolto il guinzaglio ed ha lasciato il cane a pascolare e gironzolare per i vicoli della cuneo vecchia. abbiamo bevuto una birra in compagnia, una serata molto piacevole. ho ricevuto anche un regalo, una bella maglietta equa e solidale offerta dalla boutique di bettuzza. abbiamo parlato del trip brasiliano di betta, da cui era tornata da poco, ed io del film visto poco prima al monviso, lady vendetta (che devo dire mi è piaciuto assaje e di cui sono appena riuscito a postare quanto scritto ieri, qui).

purtroppo faccio molta più fatica a trovare spazio da dedicare a questa parentesi che oramai consideravo giornaliera o quasi, al lavoro il gioco è iniziato a farsi duro. ora si lavora per davvero. in concomitanza del compleanno, giustamente il babbo ha deciso che se non ero io a prendere un'iniziativa, forse era necessario che la prendesse qualcun altro. impigrirmi è sempre stata una condizione nella quale mi ci sono coccolato abbastanza bene. così, zaino in spalla e pedalare.

così al lavoro come le impiegate, da martedì a venerdì mattina e pomeriggio. sabato mattina. domenica e lunedì a casa. e intanto tra ieri e oggi ho preso i moduli di iscrizione per prendere la partita IVA e per inserirmi nella camera di commercio, alla voce piccoli imprenditori. a dirlo non mi sembra neanche vero. a quanto pare, invece, si fa sul serio.

...oddio... mi sono perso qualche cosa in questi primi 29anni di vita?

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martedì, 21 febbraio 2006

:: Accadde oggi ::

 

La prima cosa che ti fecero è darti uno schiaffo. Appena il pianto giunse, benché fossi piccolino ti tolsero dall’abbraccio di tuo madre. Ti dissero, sei magrolino, deboluccio, pure pelato …e anche un po’ bruttino.

A 29 anni, più o meno le cose non sono ancora cambiate. Inizio a pensare che ci sia qualche problema.

Oggi è il compleanno di miki, la ragazza di lui.
Beata lei che ne compie solo 26!

Ieri il compleanno di ralucchia, giovedì paolo ed erica, venerdì elena e lira! Auguri a tutti. anche a me! 

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venerdì, 17 febbraio 2006
:: il giochino dei giochi miete vittime ::

tanti mie cari amici me l'hanno detto, non ho più il fisico per certe cose... e così quando meno te l'aspetti, per altro poco prima che una nuova candelina compaia sulla testa, gli anni ti cadono sulla testa come macigni.
e il bel giochino dei giochi, che sabato mattina ho seguito, in diretta, sulle nevi di oulx, ha mietuto una vittima, ossia io!
e ne pago ancora le conseguenze. freddo, tanto freddo, anche se la giornata era bella come quella di oggi. e domenica, a casa, che neanche riuscivo a stare in piedi dalla stanchezza, e lunedì, inesorabilmente, anche la febbre.

attenzione giovanewerter, che tu con la salute sei cagionevole... e così per non rischiare una ricaduta di polomonite (con quanto descritto qui) ho ritenuto opportuno stare buono buono a casa.

il caso volle che in contemporanea, anche il blog avesse bisogno delle mie cure, da quanto maturato negli ultimi commenti.
ma non mi reggevo in piedi, e se già faccio fatica a saltellare tra le scritture HTML, immaginatevi il mio sconforto a reggere il confronto con la febbre addosso.
manco a volerlo, il computer di casa, tanto per tenermi un po' di compagnia, si spegneva definitivamente, moriva, non dava più segni di sè, così come l'alimentatore ad esso attivato.

esperienze che definire "olimpiche" è poco!
così oggi, primo giorno libero e soprattutto in cui sono uscito di casa, mi sono dato da fare. ho portato il computer in assistenza, sono venuto in ufficio, e mi sono messo ad aggiustare il template del blog per permettere anche a quelli che non dispongono di IE, ma usano firefox o OS, di accedere anche alle mie pagine. non sapevo proprio cosa fare.

ho seguito il consiglio di uno a caso: "io quando ho dei problemi coi template, faccio che resettare tutto e ne preparo uno nuovo!"
inizialmente ho pensato, oddìo sacrilegio, visto che il precedente, oltre a piacermi assai lo avevo fatto io sulla base di uno preparato da splinder. come si dice però per i papi e per le donne "morto uno, se ne fa n'artro!"... evvia...
diamo perciò il benvenuto a questo nuovo template, molto carino, che saluta anche l'ennesima clonazione del me medesimo in un nuovo me medesimo sempre più costipato, ma ancora (si fa per dire) in piedi.

p.s. sondaggio. a chi piace, il nuovo template?
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categoria:sondaggi, delirio, olimpiadi, cloni, autoriverenze, esperienze bucoliche
venerdì, 10 febbraio 2006

:: il giochino dei giochi olimpici ::

ieri volevo scrivere un post sul commento sportivo in televisione, ché l'altra sera ho visto su sky la telecronaca di fiorentina-inter, e mi saliva il voltastomaco a sentire fabio caressa, a commentare. uno che ha deciso di far uso degli aggettivi per proprio vezzo, perchè gli piace farcire le frasi di suoni roboanti e iperbolici che spesso contraddistinguono proprio la categoria grammaticale degli aggettivi, ma che se utilizzati in modo inappropriato non sanno proprio di niente. ...e la cosa che fa rabbrividire è che il caressa si crede pure uno che ha reinventato il commento calcistico televisivo italiano. io, non lo sopporto. che caressa mi faccia rimpiangere bruno pizzul ce ne vuole.

comunque, non è di questo che volevo parlare, visto che ieri, il pezzo su caressa non sono riuscito a scriverlo, perchè, ieri, ero a torino, per un colloquio... non diciamo dove per scaramanzia... diciamo però che io spererei proprio che sia la volta buona.

speriamo porti bene averlo fatto alla vigilia delle olimpiadi, tanto più che durante il viaggio di ritorno mi sono imbattuto nella fiaccola olimpica che faceva il suo ingresso in torino. nei pressi delle molinette. un casino allucinante. ho girato in tondo tra l'ospedale sant'anna ed il lingotto perchè avevano chiuso una rotonda e non ci si poteva inserire in corso unità d'italia. un bordello, un macello. nervi a fior di pelle, quando invece in strada la gente festante tornava alle proprie macchine dopo aver sventolato le bandierine olimpiche.

sì, perchè stasera iniziano i giochi, e torino è davvero bella, pronta per la festa. incredibile... torino vive i suoi giochi olimpici, e devo sfatare questo mito della freddezza piemontese per le cerimonie, perchè ieri c'era davvero un macello di gente per le strade. davvero bello, e se penso che domani mi potrò gustare parte di questa festa andando a vedere le gare di freestyle godo ancora di più.

accolgo ora l'invito di clodine, che spedisce una lettera aperta di luciana litizzetto davvero carina, per fare un imboccàllupo a torino, nella speranza che vada tutto per il meglio...

Godiamoci la festa
di Luciana Littizzetto

Ho un'urgenza. Impellente. Devo lanciare un messaggio a tutti gli italiani, ma soprattutto ai piemontesi. Torinesi? Guardatemi bene negli occhi e aprite quelle orecchie a megafono. Ascoltatemi. Non facciamoci riconoscere anche stavolta. Fatemi il santo favore, smettetela di lamentarvi. Sto parlando soprattutto a voi, malmostosi, che non vi va mai bene niente. Sospendete il mugugno, troncate la lamentela, devitalizzate la rugna. Piantatela di stare in agguato aspettando solo che qualcosa vada male per poter dire «Ecco! Io l'avevo detto» con le E bene aperte. Insomma. Smettetela di fare i piemontesi per 15 giorni. Oh là. E che vi costa. Son poi solo due settimane e poi potete ricominciare con la geremiade delle lamentazioni. Ma adesso zitti. Mosca. Lo so bene anch'io che non tutto va alla perfezione. Ci mancherebbe ancora. E che non tutti i cantieri sono a postissimo e che la metropolitana non fila via bella liscia. Beh. Se non fila filerà. Uff. Che noia.

Cosa credete? Che a Roma, Milano, Napoli, la metrò non abbia mai problemi? Ma dove vivete? A Fiabilandia? Impariamo anche un po' a darci un tono. Facciamo come quando arrivano i cugini di seconda a trovarci. Scopiamo via le briciole sotto i tappeti e nascondiamo la roba da stirare dentro gli armadi alla rinfusa. E via un bel sorriso di benvenuto. Avanti, prego. Tanto poi abbiamo tutto il tempo per ritirare fuori le magagne dopo. Ma basta con le lamentele. «Eh ma adesso per le strade non ci si muove. Eh ma ci spuntano re e regine da tutte le parti. Eh ma tutta sta storia delle Olimpiadi è una gran scocciatura...». Certo. E come no. Era meglio se organizzavamo una bella Sagra del Tomino molle.

Dai su... Non facciamo i balenghi. Una volta tanto pensiamo positivo. Io capisco che per noi piemontesi è difficilissimo, che dobbiamo fare uno sforzo sovrumano, andare proprio contro la nostra natura, ma proviamoci.

Ma a voi non vi viene lo stranguglione in gola dalla contentezza, a vedere Torino così bella? A me sì. Mi viene da piangere ogni due per tre. Piango anche solo guardando i servizi di Gianfranco Bianco al Tg. Non l'avrei mai pensato di arrivare a questo punto. Mi commuovo. Sarà che son tanto debole di mente. Faccio come i cani quando non sanno come fare a trattenere la contentezza e lasciano la scia di pipì. Uguale. Solo che io perdo lacrime. Grazie al cielo. Quelle belle M rosse luminose? Quanto tempo le abbiamo aspettate? Vedere la gente che si accalca per provare la metro e poi quella non parte, va beh, è bello lo stesso... Ce ne vogliamo rendere conto tutti, torinesi e italiani in genere, che le Olimpiadi sono una festa, una festa di pace, e che ce la dobbiamo godere? Non stare lì a tormentarci, a dire "ammi ammi, e adesso?" E adesso cosa? E adesso musica maestro! «Sì... ma poi che ne faremo delle strutture, e poi che ne sarà di noi domani... c'abbiamo il
palazzo per l'hockey ma a hockey non ci gioca nessuno, e sto arco rosso sopra il villaggio olimpico a cosa serve?...». Ma come a cosa serve? E' bellissimo, ecco a cosa serve! Serve a fare festa. E poi, scusate, ma quando date una festa a casa vostra, fate così? Vi mettete a frignare perché poi dei festoni non sapete cosa farvene e dei tramezzini avanzati di vitel tonné pure? Torino in questi giorni è bellissima. Godiamocela. Come canta Renato Zero: Questi sono i migliori anni della nostra vita.

mercoledì, 08 febbraio 2006

:: sveglia mattutina ::

mi sveglio al mattino, assonnato. mi trovo per caso in cucina, a riempire lo scodellino da scaldare collàtte.
movimento autonomo a prendere il telecomando. accendo. raitre, minoli. zapping-sveglia. passaggio casuale su Mtv. I coldplay hanno rifatto un pezzo, mi pare, dei kraftwerk, ke io ho nella versione di balanescu, o forse dei bad plus. è computer love. deve averne parlato, forse, anche eìo. hanno deciso però di chiamarla "tell", o "call", qualcosa del genere. oddio. rimango inorridito. cosa non si fa per vendere dischi.

nuove esperienze bucoliche e reiterazione di precedenti esperienze più bucoliche nei giorni passati, davanti alla televisione nel dopo cena. lunedì, million dollar baby, davvero struggente, e ieri sera, l'ennesima volta di dopo mezzanotte, che mi piace sempre. l'arte di raccontare le storie.

intanto ho visto the new world di malick, e ne ho parlato, su alter, mentre mi dovrei decidere a scrivere qualcosa su ovunque proteggi di capossela, che sono 15 giorni che gira nel mio lettore cd, in camera. ma non ho voglia di mettermi lì e scrivere qualcosa di organico a riguardo.

mi piace questa nuova rubrica che ho deciso di buttar fuori, esperienze bucoliche.

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domenica, 05 febbraio 2006

:: esperienze bucoliche ::

settimana pregna di "scene bucoliche", questa... soprattutto nel week-end

  • temperatura, nei giorni subito successivi a quelli detti "della merla", quasi primaverile
  • la notizia che lucy partirà per berlino il 2 aprile
  • colloquio nell'azienda Y.
    il signor X, AD della azienda Y, che mi fa presente che non sono noccioline e, più o meno, dice: "...che senso può avere per noi mandare in giro uno come Lei, che per altro non ha mai avuto un'esperienza in questo campo; sono soldoni quelli che noi investiamo...". della serie, qui non si fa beneficienza! ...ma, dico io, in fin dei conti siete voi che mi avete voluto portare fino a quest'ultimo colloquio, o no...?!...
  • inedita, il raduno di qualche blogger, a genova, eìo, a casa, con un tempo che è tornato decisamente invernale
  • un amico "filosofo" che da un post, qui, raggiunge una quantità di commenti incredibile... e anche tanti insulti... (qui)
  • smalfa e canepazzo che convolano a nozze a fine agosto. mi è scesa quasi una lacrimuzza. auguri!
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venerdì, 03 febbraio 2006

:: odio genera odio ::

mercoledì sera sono andato a vedere munich, l'ultimo film di steven spilberg. questo film non va tanto a narrare i fatti che accaddero ai giochi olimpici di monaco 1972, in cui un gruppo di palestinesi, identificato come settembre nero, prese in ostaggio e uccise un alcuni atleti palestinesi, si concenra soprattutto su quanto accadde dopo. sulle azioni del mossad che decise di vendicare l'azione palestinese, e l'escalation che ne scaturì.
pareri decisamente contrastanti. a me, nel complesso, e a dead bad boy è piaciuto. ad alice ed a qualche suo amico un po' meno. ad altri, proprio per niente.

certo che trattare un argomento del genere è tutt'altro che facile, ancor più quando si decide di prendere una posizione molto netta, partendo dalla considerazione che odio genera odio.

qui, su alter, ho scritto qualcosa in merito al film.

postato da: diarioinbrodo alle ore 12:43 | Permalink | commenti
categoria:cinema, a l t e r, mossad, munich, monaco 1972, settembre nero